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Il porno fa male. Gli studenti della “Taylorsville School” di Salt Lake County, nello Utah, seguono un programma pilota chiamato “Fight The New Drug”, che li introduce ai pericoli della dipendenza dalla pornografia. “Fight The New Drug” è una vera e propria organizzazione che porta avanti la sua tesi con dati scientifici, non con precetti morali o religiosi: il porno è una droga, dà dipendenza e cambia il comportamento delle persone.
I ragazzi sono indotti a credere che gli atti estremi siano normali e li replicano. L’88% del porno on line contiene violenza contro le donne.
La dipendenza dal porno è una escalation, l’appetito aumenta e va trovato nuovo materiale per eccitarsi. Tra i problemi che vive chi fa uso eccessivo di porno si registrano stanchezza, depressione, insicurezza, disfunzione erettile, desensibilizzazione (ciò che prima eccitava, poi annoia). Il porno uccide l’amore e distrugge i rapporti: è questo lo slogan sulle magliette.
“FightTheNewDrug” sostiene di ricevere continuamente mail di ragazzini che chiedono aiuto, anche bambini di otto anni. La questione però è controversa e non tutti concordano sul pericolo costituito dalla pornografia. E’ vero che è diventata mainstream e che si è normalizzata.
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E’ vero che il sesso non è più solo considerato roba per sporcaccioni. Il paradosso è che, normalizzandosi, è diventato anche più degradante e crudele. Ma se uno guarda on line una donna che si fa eiaculare in faccia da dieci uomini (e ne chiede ancora) significa che odia il genere femminile? Che vuole umiliarlo? Non necessariamente.
Gli uomini dovrebbero essere in grado di distinguere fra fantasie e realtà. E soprattutto, quasi sempre, ciò che li eccita, è che la donna provi piacere. Se fosse ritratta come una persona ferita o umiliata, la maggior parte di loro non avrebbe nemmeno un’erezione.
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Secondo alcuni psicologi un simile scenario non rappresenta la razionalizzazione di impulsi violenti ma il senso di colpa. Gli uomini pensano che le donne, nella realtà, siano insoddisfatte e infelici. E la colpa è loro, dell’egoismo e della prepotenza maschile.
La masturbazione placa le più intime paure degli uomini. Una fantasia non è un’intenzione, né un desiderio, anzi spesso rappresenta il contrario di ciò che si è sognato.
Ad esempio, quando sogniamo la morte di qualcuno, non la vogliamo davvero, al contrario, la temiamo.
E’ vero che la pornografia può essere deviante, ma non è giusto far sentire ogni ragazzino colpevole per aver esplorato la sua sessualità. Masturbarsi davanti a un filmato porno non è come iniettarsi una dose di eroina. “FightTheNewDrug” dovrebbe piuttosto insegnare la responsabilità personale e aiutare i giovani a distinguere fra il sesso reale e quello sullo schermo. Si creano maggiori danni se li accusiamo per aver soddisfatto urgenze o curiosità.
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