DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO…
Cristiano Malgioglio per “Libero Quotidiano”
Ma dove sono finite le signore della canzone, con le loro belle voci, con quegli abiti eleganti che tanto facevano discutere la nostra Italia, desiderosa di passare le serate festivaliere a ricamare, a elogiare e a lodare queste protagoniste? Ma voi riuscite a immaginarvi oggi la gente che discute sull’esibizione di Annalisa e Chiara, oppure qualcheduna che si accapiglia per l’abito di Grazia De Michele?
Altri tempi, direte voi, convinti che sia giusto dare spazio ai giovani. E sono d’accordo. Ma quelli sì erano tempi moderni. Ormai l’unica signora che rimane in questo Festival, anche se non in gara, è Romina Power. Che non per l’età, ma per l’esperienza e il successo internazionale, avrebbe fatto la sua figura anche senza Al Bano. Paradossalmente poi, le due veline canterine, Arisa ed Emma (una è insopportabile), mi avrebbero dato più soddisfazione in gara anziché a leggere un gobbo elettronico che anche la signora Mafalda di casa mia avrebbe saputo leggere alla perfezione.
E che cosa dire di Rocío Morales, che sembra l’Inés Sastre dei poveri? Almeno quest’ultima all’attivo aveva pure film con Antonioni e Pupi Avati. Oltre che un carisma da vendere. Invece Rocío chi ha alle spalle a parte Raoul Bova? Vallo a capire. Ho trovato molto interessante la voce della Fabian, alle prese con un pezzo di bravura che si ascolta volentieri. Buona anche la voce di Malika Ayane. Peccato che nei gesti mi ricordi sempre di più l’immensa Giuni Russo, e il risultato è che preferisco ascoltarla che vederla.
Per fortuna poi sul palco c’è un mattatore talentuoso come Carlo Conti. Così bravo, elegante e rassicurante che queste signorine risplendono della sua luce, riflessa e abbronzante. Grandiosi infine i musicisti. Sono loro che riescono ad abbellire anche le brutte canzoni della kermesse. E cosa dire di Mauro Coruzzi? Coraggioso nonostante l’emozione, mi ha regalato un bellissimo momento.
arisa carlo conti emma marrone
rocio moralez e carlo conti
Chissà e cosa sarebbe successo se su quel palco fossero salite le povere bocciate. La Bertè, la Rettore, la Oxa, Fiordaliso, Marcella, Patty Pravo. Loro sì avrebbero travolto l’Ariston con quell’atipico talento capace anche di far felici i rotocalchi, a mio avviso disperati per la mancanza di vere protagoniste. Si sarebbe anche venduto qualche numero in più.
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