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"Michele Santoro non rispettava le regole. Direi proprio di no". Così Bruno Vespa, ospite di "24 Mattino" su Radio 24, per parlare della ripresa della stagione di "Porta a Porta" da stasera su Raiuno. "Ogni voce che scompare è una perdita - ha aggiunto Vespa - ma siccome siamo in Rai e c'è un servizio pubblico bisogna rispettare le regole. Santoro, con il quale ho un rapporto professionale corretto e un rapporto personale perfino cordiale, queste regole non le rispettava.
Quando Berlusconi fece quella sciagurata iniziativa di proibire i talk-show in campagna elettorale l'anno scorso e chiesi alla stampa estera âma scusate, in quale dei vostri Paesi nel servizio pubblico c'è un programma come âAnnozero'?' ci fu il silenzio assoluto. Sinceramente faccio gli auguri a Santoro, dovunque andrà avrà certamente successo ma non faceva un programma giusto per la Rai. Poi nessuno mica l'ha accompagnato alla porta, diciamo che se n'è andato lui".
Vespa ha difeso anche la scelta della Rai di non rinnovare il contratto a Serena Dandini: "Perché âPorta a Porta' può essere fatto con risorse interne e invece âParla con me' no? - ha chiesto Vespa -. Perché io da 16 anni faccio onorevolmente il mio programma con risorse interne che costano molto meno di âParla con me' e faccio molto più ascolto e molta più pubblicità ? Se la Dandini avesse accettato di fare il programma all'interno lo avrebbe fatto. E' una questione di costi: âParla con me' costa un sacco di soldi e fa molti meno ascolti di âPorta a Porta'. Poi vorrei vedere se fosse successo il contrario a quale albero mi avrebbero impiccato".
La prima puntata di âPorta a Porta' sarà dedicata all'attualità politica ma sulla questione intercettazioni Vespa ha detto che "la commissione vigilanza e l'azienda avevano dato disposizioni sul fatto per esempio che fosse vietato farle sentire recitate da attori. Parleremo di intercettazioni ma non credo che faremo la voce di Berlusconi e Tarantini. Questo è formalmente vietato".
Infine una battuta sui litigi con Pippo Baudo nel programma dedicato ai 150anni dell'Unità d'Italia: "Io e Baudo avevamo due idee diverse di programma, purtroppo me ne sono accorto tardi. E' stato un errore professionale da parte mia, ormai è andata".
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