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LA VERSIONE DI MUGHINI - CONFESSO CHE NON HO LETTO E NON LEGGERÒ IL LIBRO DEL GENERALE ROBERTO VANNACCI. BENINTESO NON PERCHÉ MI RIFIUTI DI LEGGERE I LIBRI DI CUI NON CONDIVIDO L'ISPIRAZIONE. VEDO CHE IN ALCUNE CIRCOSTANZE LE PRESENTAZIONI DI QUEL SUO LIBRO SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI MINACCE CHE PROVENIVANO DA AMBIENTI SINISTROIDI, DA GENTE VOTATA A DISCUTERE CON LE SPRANGHE E NON CON LE PAROLE. QUESTO VA CONDANNATO SENZA OMBRA DI DUBBIO DA QUALSIASI CITTADINO REPUBBLICANO DEGNO DI QUESTO NOME. I LIBRI TUTTI QUANTI HANNO IL DIRITTO DI ESSERE LETTI, PRESENTATI, COMMENTATI”
Giampiero Mughini per Dagospia
Caro Dago, confesso che non ho letto e non leggerò il libro del generale Roberto Vannacci. Beninteso non perché mi rifiuti di leggere i libri di cui non condivido l'ispirazione, ci mancherebbe altro. Ma solo perché non arrivo a leggere tutto, solo per questo.
Epperò vedo sul tuo sito (della cui identità hai magnificamente conversato con Antonio Gnoli) che in alcune circostanze le presentazioni di quel suo libro sono state annullate a causa di minacce che provenivano da ambienti sinistroidi, da gente votata a discutere con le spranghe e non con le parole. Questo va condannato senza ombra di dubbio da qualsiasi cittadino repubblicano degno di questo nome.
I libri tutti quanti hanno il diritto di essere letti, presentati, commentati. E' questo che contrassegna una nazione civile e non quell'Italia di un secolo fa dove il capo del governo profferì ai suoi accoliti la raccomandazione di "dare una lezione" al Giacomo Matteotti che in Parlamento aveva ragionato a lungo contro di lui.
Nella nostra società ci sono opinioni che si contrappongono anche fieramente. E questo va benissimo. Purché nulla di tutto questo assurga al rango (o meglio si abbassi alla monnezza) di ciò che è proprio di una guerra civile, i contrasti allo spasimo e a ogni costo dove l'avversario è piuttosto "un nemico" che va cancellato da questo mondo.
il mondo al contrario roberto vannacci
E' più che sufficiente l'orrore di chi ha appena cancellato il nome della senatrice ebrea Liliana Segre da una targa che ne ricordava la drammaticissima odissea. Non aggiungiamo orrore a orrore. Viviamo in una democrazia, e tutto della nostra vita associata ne deve conseguire. Tutto.
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