giorgia meloni vota a spinaceto

SCONFITTI A CASA LORO - IL "NO" VINCE NEL QUARTIERE ROMANO DI SPINACETO, QUELLO IN CUI HA VOTATO GIORGIA MELONI: LA RIFORMA DELLA DUCETTA E' STATA SPERNACCHIATA CON IL "NO" SOPRA AL 60% - NORDIO PERDE NELLA SUA TREVISO, LA RIFORMA VIENE BOCCIATA ANCHE AD ARCORE, CASA DI SILVIO BERLUSCONI, E A CASTIGLION FIBOCCHI, IL PAESE DI LICIO GELLI (LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE ERA INCLUSA NEL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DEL VENERABILE) – A GARLASCO VINCE IL SI’…. – VIDEO

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REFERENDUM, MELONI VOTA SÌ MA SPINACETO LE VOLTE LE SPALLE: AL SEGGIO IN VIA CONSOLE VINCE IL NO 

Emiliano Pretto per www.repubblica.it 

 

Spinaceto volta le spalle a Giorgia Meloni. I seggi allestiti nella scuola Carriera di via Orazio Console, a Roma sud, non lontano dall’Eur, proprio lì dove ha votato la presidente del Consiglio, restituiscono un dato politico che pesa anche sul piano simbolico: nel suo stesso seggio, la riforma della giustizia sostenuta con forza dalla premier è stata bocciata in tre sezioni su quattro, con percentuali di No superiori al 60%. Nella quarta è arrivato un sostanziale pareggio. […] 

giorgia meloni vota a spinaceto

 

Nel dettaglio, nella sezione 1694 il No ha prevalso con il 63,6%. Nella 1695 i contrari alla riforma hanno raggiunto il 63,1%. Ancora più marcato il dato della sezione 1696, dove il No si è imposto con il 64,7%. Solo nella 1697 il Sì è riuscito a spuntarla, ma per appena tre voti: 50,3% contro 49,7%. Un margine minimo, quasi un pareggio, che non basta però a cambiare il quadro generale del seggio della premier. […] 

 

NORDIO BOCCIATO NELLA SUA TREVISO, IL NO AL 50,25% 

(ANSA) - Treviso, la città natale del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, "boccia" la riforma sull'ordinamento giudiziario. Al referendum costituzionale, nel capoluogo della Marca vince il no con il 50,25%, pari a 21.147 voti. 

     

Il risultato del capoluogo della Marca è in controtendenza rispetto al dato provinciale dove il sì è al 61,09% provvisorio, e a quello regionale veneto, dove il sì sta vincendo con il 58,12%. 

 

A GARLASCO VINCE IL SÌ SEPARAZIONE BOCCIATA ANCHE AD ARCORE E A CASA DI LICIO GELLI 

giorgia meloni vota a spinaceto

Giuseppe Pipitone per “il Fatto quotidiano” - Estratti

 

Nell’ultima occasione utile, Giorgia Meloni sosteneva di non ricordare: “Dite che ho citato il caso Garlasco? Probabilmente l’avrò fatto”. Forse la premier aveva capito che usare l’omicidio di Chiara Poggi per spingere la riforma poteva essere un boomerang.  

 

Alla fine ha comunque raggiunto un obiettivo: il 62% dei concittadini di Alberto Stasi (2.674 persone) ha votato Sì al referendum. Sono appena 160, invece, gli abitanti di Palmoli che hanno votato a favore della separazione, superando i 153 contrari e facendo vincere il Sì nel piccolo comune in provincia di Chieti, noto per la vicenda della famiglia nel bosco, pure quella usata dalla destra in chiave elettorale.  

 

La riforma è stata promossa anche da 632 cittadini (il 55%) di Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo: è qui che il 17 marzo 1981 vennero ritrovati gli elenchi degli iscritti alla loggia massonica P2 di Licio Gelli. La separazione delle carriere, come è noto, era inclusa nel Piano di rinascita democratica del Venerabile.  

giorgia meloni selfie

 

“Questo governo realizza le idee di mio padre Licio”, ha rivendicato il figlio Maurizio Gelli in un’intervista al Fatto. Sono bastati 47 voti di vantaggio per far prevalere i contrari ad Arcore, città di un altro padre nobile della riforma: Silvio Berlusconi. Vince il Sì di due punti, invece, nella Biella di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia che – come svelato dal Fatto – fino a poche settimane fa era socio della figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese.  

A proposito, il Sì vince anche nelle sezioni 909 e 910 di Roma, zona della città dove c’è la “Bisteccheria d'Italia”, ristorante preferito dall’esponente di FdI. Almeno una volta a cena in quel posto c’era anche Giusi Bartolozzi, potente capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio, che ha definito la magistratura come un “plotone di esecuzione”.  

 

Aveva anche annunciato di voler lasciare l’Italia in caso di vittoria del No. Chissà se queste dichiarazioni hanno influito sulle intenzioni di voto degli abitanti di Gela, la città che le ha dato i natali: qui la riforma è stata bocciata col 52%.  

giorgia meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia 4referendum sulla giustizia - giorgia meloni e carlo nordio - poster by macondo

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