mogol lucio battisti

“NON SEGUO PIÙ LA GARA, NON FACCIO IL CRITICO” - MOGOL, CHE HA VINTO 4 VOLTE IL FESTIVAL COME AUTORE, RICEVERA’ AL FESTIVAL IL PREMIO ALLA CARRIERA: “LE POLEMICHE PER IL COMICO PUCCI? NON NE SO MOLTO. LA MUSICA PERÒ NON HA NIENTE A CHE FARE CON LA POLITICA: NON È DI DESTRA NÉ DI SINISTRA, C’È SOLO QUELLA BELLA E QUELLA BRUTTA" - BATTISTI "CHE A SANREMO ARRIVO' SESTO CON 'UN’AVVENTURA" E TREDICI PIETRO, FIGLIO DI MORANDI, CHE PORTA “VITA” NELLA SERATA COVER: “IO E LAVEZZI ABBIAMO DATO L’OK ALL’AGGIUNTA CHE HA FATTO AL TESTO. L’IDEA A ME ERA VENUTA DOPO CHE UNA RAGAZZA MI AVEVA RACCONTATO, VERGOGNANDOSENE UN PO’, DI AVER FATTO L’AMORE CON DUE UOMINI…”

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Andrea Laffranchi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Premio alla carriera. E che carriera. Lei Mogol ha vinto 4 volte il Festival... 

«Sono onorato: è un premio importante e non devo far altro che ringraziare». 

Quattro vittorie... 

«Più una vittoria morale». 

 

lucio battisti mogol

Qualche giuria o combine le ha tolto una vittoria meritata? 

«Nooo... Era il 1964 e avevo scritto il testo di “Una lacrima sul viso” per Bobby Solo. Lui arrivò afono e mio padre (Mariano Rapetti, manager della Ricordi ndr ) ebbe la felicissima idea di farlo cantare, a quel punto squalificato, in playback. La tecnologia per riprendere il suono dal vivo allora non era avanzata e così la sua esibizione in playback risuonò limpidissima rispetto alle altre. Diventò il successo dell’anno». 

 

Il ricordo più bello? 

«La prima vittoria, nel 1961. Scrissi “Al di là” con Donida e quando ci venne detto che l’avrebbe cantata Betti Curtis eravamo felicissimi perché lei era giovane e famosa. All’epoca c’erano però due interpreti per ogni brano e il secondo fu Luciano Tajoli.

 

Non ci convinceva, ci sembrava troppo tradizionale, anziano. Lui ci volle incontrare. Ci salutò con un “ciao fiulin” rivolto a me e un “ciao maestro” per Donida. E aggiunse: “So che non siete contenti di me, ma voi avete scritto la canzone che merita di vincere il Festival: se non accade è colpa mia”. Mai conosciuto un signore così...». 

mogol cover

 

Come furono i festeggiamenti? 

«Quell’anno ero passato da Sanremo solo per una tappa del mio viaggio di nozze verso Barcellona. Per restare aggiornato telefonavo a chi era rimasto. Mi dicevano che “Al di là” era l’unica canzone che veniva applaudita anche dalle claque delle case concorrenti». 

 

Nel 1969 «Un’avventura» con Battisti non vinse. Deluso? 

«Arrivò sesta ma ebbe poi un successo enorme. Mi basta che quando qualcuno dice “non sarà...” qualcuno risponde “un’avventura”». 

 

Nel 1991 il primo posto di «Se stiamo insieme» e Riccardo Cocciante. 

«Avevo raggiunto Cocciante a Miami e mi era venuta questa canzone. Gliela feci sentire, ma sua moglie-manager non era convinta: cercava un testo giovanile mentre quello è il punto di vista di un uomo già sposato. Ricevetti una telefonata dal mio amico Mario Lavezzi. Anche lui era a Miami e lo invitai in studio. Quando si mise a piangere ascoltandola, tutti si convinsero». 

 

Segue ancora Sanremo? 

«Non lo seguo molto e non voglio fare il critico musicale, non è il mio lavoro. È un bene però che la musica italiana sia tornata protagonista. Le canzoni sono l’unica cosa che la gente impara a memoria, hanno un effetto importante sulla cultura popolare». 

 

Le polemiche ci sono sempre. Quest’anno quella per il comico Pucci... 

«Non ne so molto... La musica però non ha niente a che fare con la politica: non è di destra né di sinistra, c’è solo quella bella e quella brutta». 

mogol con la moglie daniela grimaldi

 

Non è stata a Sanremo, ma Tredici Pietro, figlio di Morandi, porta «Vita» nella serata cover... 

«Io e Lavezzi abbiamo dato l’ok all’aggiunta che ha fatto al testo. L’idea a me era venuta dopo che una ragazza mi aveva raccontato, vergognandosene un po’, di aver fatto l’amore con due uomini. Il testo originale era “cara in te ci credo...” ma Dalla e Morandi preferirono non riferirla a una donna e allora divenne “vita”, ma l’angelo che si sporca resta lei... »

 

Tornerebbe in gara? 

«Non scrivo più come prima, ma ho una bomba con la musica di mio figlio più giovane, Francesco. Si chiama “Ossigeno”: vorrei farla avere al prossimo Festival». 

 

Il consiglio per chi vuole vincere Sanremo? 

«Che non si scrive per Sanremo. Bisogna scrivere la canzone più bella possibile (...)

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