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“Non voglio nessun accanimento terapeutico, ho fatto già testamento dal notaio. Se sono capace di muovermi scomparirò in qualche anfratto o foiba. Se mi prende un ictus o sono in balia di altri ho già deciso i miei killer”. Lo dice lo scrittore Mauro Corona a La Zanzara su Radio 24.
“La vita – dice Corona – è la mia e non dei bigotti bacchettoni come Giovanardi. Se dovessi essere malato terminale devono ammazzarmi, ho scritto chi deve darmi una pasticca. E’ una carta firmata da me e da tre persone. Se invece perdo 20 chili in un mese, ti fanno gli esami e ti dicono che è finita, allora vado in una bella foiba con una cassa di vino e di sigari toscani. Mi lascio morire lì, di fame”.
Ma è una morte orrenda, dicono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo. “Tutte le morti sono orrende, - risponde lo scrittore alla Zanzara su Radio 24 - meglio questa che vedere i parenti intorno che dicono poverino mentre non vedono l’ora che crepi. Ma non voglio fare gesti eclatanti come Monicelli”.
Ma chi sono i killer? “Non ve lo dico, sono tutti miei amici che hanno accettato”. E come vorresti essere sepolto? “Sottoterra con una piccola croce di legno oppure la cremazione e le ceneri nel cesso. Sono una merda, non mi piaccio. Sono un vile, avrei potuto fare di più, essere più leale. Mi faccio schifo, sono una brutta bestia, un cattivo essere umano. Mi faccio schifo anche fisicamente”.
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