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Will Cathcart per “Daily Beast”
La Georgia lunedì si è scandalizzata alla notizia dell’arresto dell’arciprete Giorgi Mamaladze, alto esponente della Chiesa ortodossa georgiana. La vittima avrebbe dovuto essere il patriarca 84enne Ilia II. Ieri il primo ministro Giorgi Kvirikashvili ha dichiarato: «Abbiamo sventato un attacco fatale contro la Chiesa» e ha inviato le sue guardie del corpo a Berlino, per proteggere il Patriarca sotto tiro, in Germania per riprendersi da un delicato intervento chirurgico.
Mamaladze è stato arrestato all’aeroporto di Tbilisi. Era diretto a Berlino e nel suo bagaglio hanno trovato cianuro. Il veleno, secondo la tv georgiana ‘Rustavi 2’, era destinato proprio al patriarca. In casa sua, poi, i poliziotti hanno trovato armi e munizioni. La tv in questione ha anche riportato una lettera scritta proprio da Mamaladze (la cosa non è però stata verificata) al patriarca, in cui denuncia la corruzione della Chiesa georgiana, che produce alcol e si dedica ad altre attività illegali. Fa anche riferimento ad un debito di quasi due milioni di dollari contratto a seguito di attività fraudolente. Gliene voleva parlare personalmente.
All’interno della suddetta Chiesa pare ci sia una forte spaccatura fra fazioni pro-russe e pro-occidentali. Nonostante la Russia abbia invaso il paese nel 2008, e occupi il 20% di quel territorio, il rapporto fra Chiesa Ortodossa georgiana e Cremlino è molto stretto e Putin ha molti interessi sulla successione all’anziano patriarca.
Ilia II e Vladimir Putin si sono incontrati molte volte, fino allo scorso novembre. Considerando i trascorsi di Putin, non è improbabile che ci sia un coinvolgimento della Russia con alcuni settori della Chiesa ortodossa georgiana. E l’avvelenamento è un metodo in vecchio stile, anche se in genere è un trattamento riservato ai critici più ostili. Non si sa quale sia la vera motivazione del tentato omicidio, e Mamaladze continua a proclamarsi innocente. Di certo è un gioco per stabilire i nuovi poteri quando nella Chiesa Ortodossa sarà arrivato il momento della transizione ad un nuovo patriarca.
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