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Quirino Conti per “la Repubblica”
frida giannini patrizio di marco foto carbone gmt073
Ah, se la Storia della Moda, con le sue più segrete vicende, potesse essere scritta su quel che è avvenuto davvero e non, come capita, su dichiarazioni e analisi ormai sempre stillanti latte e miele! Ne verrebbe un racconto neogotico, alla Jack lo Squartatore; anche se piuttosto ripetitivo, dato il calibro delle personalità ultimamente in ballo. Come per la recente vicenda Gucci: subito intessuta di esternazioni e resoconti tanto entusiastici e commossi da chiedersi come mai, allora, il duo Giannini-di Marco (come del resto i predecessori Ford-De Sole) siano stati fatti accomodare fuori e non invece riconfermati entrambi a vita.
Tutti, nell’ambiente, rosi dal dubbio di non essere dalla parte giusta, lesti a incensare gli estromessi così come chi indicava loro l’uscita. In un sistema fatto di lubrificatissime porte girevoli, per un eterno gioco di vicendevoli sostituzioni: come se cambiare griffe bastasse a fare di un ciuco un destriero.
Eppure sarebbe sufficiente rifarsi alla Storia e immaginare (con orrore) cosa ne sarebbe stato dello Stile con magari mademoiselle Chanel (tanto per rinverdire Borsa e mercato) chiamata a sostituire il solitario Balenciaga; quindi, per restare nell’incubo, tutti e due (Cristóbal e Coco: la coppia è cool!), in tandem e con fashion- bebè al seguito, traslocati da Dior. Magari un’idea per il futuro.
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