DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOA…
Alessandra Mammì per Dagospia
Habemus direttore. Del Macro. Anzi di tutta la nuova della nuova Unità Operativa comprendente Macro, Palazzo Braschi e Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea Ed è Federica Pirani. Persona competente, più che idonea al bando (che i cattivi dicono cucito addosso a lei) e soprattutto già funzionaria della Soprintendenza Comunale. Il meglio è nemico del bene e questa era la scelta di buon senso, tanto che il suo nome era dato per certo già da una settimana, nonostante l'altra mattina le shortlisted candidate ( tutte donne) fossero state convocate per un colloquio.
C'erano figure di ottimo curriculum da Anna Mattirolo (ex direttore Gnam e ora direttore del Maxxi),Angela Tecce (direttrice di Castel Sant'Elmo a Napoli), Cristiana Collu dimissionaria del Mart, Cristiana Perrella ex direttrice della British Academy e ora curatrice internazionale....
Insomma ha sbaragliato tutti la Pirani,che di certo ha competenze e curriculum sia pure più nazionale che internazionale. Competitiva anche sul profilo economico perché promuovere un funzionario non è come assumerlo e in un Comune che cancella Festival del Cinema e Alta Moda per mancanza di fondi, il risparmio è tutto.
Ma il problema vero non è il direttore. Il problema vero è il museo che continua a non esserci. Non ha un budget definito, si arrabatta alla ricerca di sponsorizzazioni e accettando mostre già pagate. Non è fondazione, non ha autonomia ,è ufficio della Soprintendenza con direttore nominato dal sindaco che decade insieme ad esso. E con le nubi ere che roteano sulla testa di Marino la durata dell'incarico può essere ad alto rischio. Forse anche per questo si è scelta una figura di carriera, che resta nell'istituzione al di là del mandato politico di chi l'ha nominata. E anche qui la cosa ha un senso.
Restano le domande: perchè non procedere con nomina diretta? Perché indire l'ennesimo bando finto? E quando, invece di trovare supercazzole, ci si applicherà a restitituire ufficiale dignità di Museo a questo povero Macro (o Micro) di Roma?
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