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Paolo Baldini per il “Corriere della Sera”
ANGELINA JOLIE SUL SET DI UNBROKEN
Amorevoli comprimarie, generoso décor : mogli, fidanzate, compagne. Meglio se angeliche e per niente rompiscatole. Il problema è antico: Hollywood trascura le sue donne, le confina in profili quieti, e le quote rosa sono un optional alla deriva delle ricerche di mercato. Uno studio del Center for the Study of Women in Television and Film della San Diego University indica che il 12% dei ruoli da protagonista tra i primi cento incassi del 2014 è stato sostenuto da attrici. Il dato riflette convinzioni superate e rivela «uno sviluppo bloccato del cinema».
Una percentuale così bassa non si registrava dal 1998. Logica industriale che ragiona solo sul ritorno al botteghino, o cedimento al sessismo? Si tratta di togliere la polvere al concetto, tipico del cinema dei cowboy, per cui la star maschile significa dollari e minor rischio. Lo studio non è l’unico a tirare le code del frac ai Signori di Hollywood: il celebre test di Bechdel sull’arte sessista è sulla stessa linea; e così l’Osservatorio europeo per l’audiovisivo e l’Institute on gender fondato (2004) da Geena Davis contro gli stereotipi di genere. Barbare tradizioni.
L’industria americana funziona come un orologio e tiene i bilanci in tasca. Così la prima donna nella classifica dei compensi, Angelina Jolie, decima, nel 2013 ha guadagnato meno della metà di Robert Downey Jr, primo: 33 milioni di dollari contro 75. Peraltro, le donne arrivano al top della carriera più giovani: Jennifer Lawrence e Kristen Stewart, 26 e 22 milioni di dollari di entrate, sono nate nel 1990. La vera disparità, rivela la New York Film Academy, riguarda i ruoli tecnici: è donna il 9% dei registi, il 15% degli sceneggiatori, il 17% dei produttori. Nella storia degli Oscar solo 4 donne sono state nominate per la miglior regia: Lina Wertmüller, Jane Campion, Sofia Coppola e Kathryn Bigelow, l’unica che vinse nel 2010.
Vale la pena di sposare l’idea di Cate Blanchett che, ritirando l’Oscar per Blue Jasmine di Woody Allen, puntò l’indice contro lo star system aggrappato «scioccamente all’idea che i film con donne protagoniste siano esperienze di nicchia: non lo sono, e fanno vendere» .
SOFIA COPPOLA GAEL GARCIA BERNAL FOTO LAPRESSE
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