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I soldi non compreranno l’amore, ma di sicuro aumentano il margine di contrattazione, soprattutto in un periodo in cui cresce la diseguaglianza economica. Secondo un articolo di “Reuters” per i ricchi è più facile incontrare buona compagnia, sposarsi e restare insieme.
Per le donne il calcolo è abbastanza semplice: hanno benefici da un matrimonio quando il partner è almeno al pari e le tratta bene. E’ una organizzazione fra persone con gli stessi mezzi. Minore è il divario fra gli sposi, più lunga è l’unione. Inoltre, più guadagni, più ci sono chance che il matrimonio duri.
Perché? Perché puoi pagare qualcuno che si occupi della casa e dei figli, che arrivi in soccorso nei periodi bui, che organizzi le vacanze. Si ha più tempo per se stessi, ci si può permettere una migliore alimentazione e tempo da dedicare all’esercizio fisico.
Insomma si può dare la migliore versione di se e ridurre al minimo quella peggiore. E’ chiaro: le fiamme della passione non durano quando si hanno buffi e crudi problemi quotidiani. I soldi cambiano tutto, anche se molti di noi credono che l’amore sia immune agli inconvenienti.
Almeno in America, non è più il tempo in cui il capo sposa la segretaria. Più probabilmente sarà interessato a una partner del suo livello o quasi, non importa che sappia cucinare o fare le faccende domestiche. Questo se parliamo del top. Se parliamo invece delle donne a basso reddito, la situazione è diversa. Gli uomini non se le contendono e allora loro preferiscono non avere vincoli coniugali.
Date le risorse economiche limitate, scelgono di investire su se stesse e sui figli avuti senza sposarsi: sempre meglio che sprecare energie a far funzionare un’unione destinata a consumarsi. Per le nostre nonne era diverso: un buon marito era quello che provvedeva al sostentamento e che non le picchiava (o che le picchiava raramente e dunque veniva tollerato). Era sempre meglio che restare zitelle e senza soldi. Oggi le donne lavorano e possono mantenersi da sole.
I figli invece attualmente sono considerati un frivolo lusso. Averne o no è una decisione da consumatori come comprarsi la moto nuova. I salari sono stagnanti, i “millennial” hanno difficoltà a trovare un’occupazione e temono di non poter garantire un futuro alla prole, sebbene appartengano alla generazione più educata e preparata mai vista. E’ comune sentir dire: «Se non puoi permetterti un figlio, non lo fare».
Come se parlassimo di un telefono, o di una cena al ristorante. Invece bisognerebbe insistere su leggi e politiche che tutelino le nascite e che non siano solo a favore dei ricchi. Stabilità e sicurezza: è così che funziona l’amore.
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