giampaolo rossi

“IL TEATRO DELLE VITTORIE? NON RISPONDE PIÙ AGLI STANDARD PRODUTTIVI. TENERLO SIGNIFICHEREBBE SPENDERE 14 MILIONI: 7 PER RISTRUTTURARLO E 7 PER LA MANCATA VENDITA” – L’AD RAI GIAMPAOLO ROSSI PARLA DI “DIBATTITO IN PARTE SURREALE. DAL TEATRO DELLE VITTORIE AL TEATRINO DELLA RETORICA IL CONFINE È STATO MOLTO LABILE.  È UN TEATRO DEGLI ANNI '40, DENTRO UN CONDOMINIO..." – CANDELA GLI FA IL CONTROPELO: “IL MODO IN CUI ROSSI PARLA DEL TEATRO DELLE VITTORIE E’ L’IMMAGINE PERFETTA DI TELEMELONI. LE PAROLE CHE USA, IL TONO NETTO, IL MODO IN CUI SMINUISCE LA STORIA” – ROSSI PARLA ANCHE DEL RICHIAMO A SIGFRIDO RANUCCI PER LE AFFERMAZIONI, A “CARTABIANCA” SU RETE 4, SUL MINISTRO NORDIO: “NOI DIFENDIAMO IL GIORNALISMO D’INCHIESTA. MA NON QUELLO FONDATO SU FONTI NON VERIFICATE. LA RAI NON E’ SCHIACCIATA POLITICAMENTE. RARAMENTE È STATA PLURALE COME IN QUESTA STAGIONE” (FACCE RIDE!)

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Andrea Biondi per il Sole 24 Ore - Estratti

 

giampaolo rossi

Il piano immobiliare della Rai «non si ferma» e non sarà riscritto sull’onda delle polemiche.

 

L’amministratore delegato della Tv pubblica, Giampaolo Rossi, sceglie parole nette mentre il caso del Teatro delle Vittorie si allarga alle sedi regionali, alla governance, ai conti, agli ascolti e ai diritti sportivi.

 

Rivendica una Rai «plurale», chiede risorse certe e adeguate e respinge l’idea di un’azienda ostaggio della politica. E sul richiamo a Sigfrido Ranucci per le affermazioni, a “Cartabianca” su Rete 4, sul ministro della Giustizia Carlo Nordio? «Noi difendiamo il giornalismo d’inchiesta. Ma non quello fondato su fonti non verificate

 

 In Rai una polemica tira l’altra.

Ranucci, ma prima le vendite contestate, come il Teatro delle Vittorie.

Il piano immobiliare è parte integrante del piano industriale e serve non per dismettere immobili, ma per costruire il futuro della Rai.

 

FIORELLO BIGGIO DELLE VITTORIE

Che ha un patrimonio immobiliare da 750mila mq su tutto il territorio nazionale. L’età media è 40 anni. In termini di sostenibilità economica, ma anche di complessità gestionale rischia di non essere più coerente. A regime il Piano porterà risparmi per oltre 10 milioni l’anno.

 

E il Teatro delle Vittorie?

Ho trovato il dibattito in parte surreale. Dal Teatro delle Vittorie al teatrino della retorica il confine è stato molto labile. Nessuno nega il valore affettivo e storico del luogo.

Ma è un teatro degli anni Quaranta, dentro un condominio, acquistato negli anni Sessanta e trasformato in studio televisivo. Non risponde più agli standard produttivi.

Tenerlo significherebbe spendere 14 milioni: sette per ristrutturarlo e sette per la mancata vendita.

 

Il ministro Giuli chiede di preservarne la dimensione pubblica.

GIAMPAOLO ROSSI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Benissimo. Se il ministero della Cultura o altri enti vorranno acquisirlo, la Rai metterà a disposizione materiali, scenografie, teche. Ma non si può chiedere alla Rai di diventare digital media company e insieme incatenarla a una dimensione museale.

 

 

Intanto c’è stato un richiamo a Ranucci. Non è che come dicono i critici è fastidio di questa Rai contro il giornalismo d’inchiesta?

Ma per carità. La Rai ha a cuore il giornalismo d’inchiesta, che fa parte della sua storia. Ma il Servizio Pubblico tutela un giornalismo fondato su fatti verificati, rigorosi.Non può tollerare che un’accusa a un ministro, o a qualsiasi cittadino, si basi su una fonte che si dichiara non verificata. Ranucci era stato autorizzato ad andare in una trasmissione per presentare il suo libro, non per partecipare a un talk.

giampaolo rossi

 

Il vero peccato originale è la dipendenza della Rai dalla politica.E per voi l’accusa è di essere particolarmente guidati dalla politica.

Raramente la Rai è stata plurale come in questa stagione. Convivono Report e Far West, Gomez e Giletti, Cerno e Damilano. Non esiste più una Rai 3 monocolore. Per questo respingo l’idea di una Rai schiacciata su una sola parte politica. Poi è un Servizio Pubblico. È naturale che la politica dia indicazioni strategiche. Il problema semmai è l’invadenza, che dipende da politica a politica.

 

Dipende dalla stagione. E questa che stagione è?

Costruttiva. La Rai resta uno dei migliori broadcaster europei. Con risorse tra le più basse d’Europa produce televisione e radio, sostiene il cinema, la fiction, l’audiovisivo italiano. Siamo un hub industriale.

Senza un presidente.

È mancata la ratifica di Simona Agnes da parte della Vigilanza e lo statuto prevede che le funzioni siano esercitate dal consigliere anziano, Antonio Marano. La Rai è stata ed è comunque operativa al 100%. Il punto chiave è tuttavia uno: i Servizi Pubblici europei esistono se hanno risorse certe e continue per investire.

giampaolo rossi al teatro delle vittorie per la camera ardente di pippo baudocamera ardente di pippo baudo - teatro delle vittorieFIORELLO BIGGIO CARTELLI DELLE VITTORIE 3roberto sergio giampaolo rossi

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FIORELLO BIGGIO CARTELLI DELLE VITTORIE