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“SANREMO CONSACRA SAL DA VINCI E CONFERMA L’ENNESIMA SPACCATURA TRA ÉLITE E POPOLO” – MATTIOLI: “AI RADICAL CHIC DELLA SALA STAMPA DELL'ARISTON (ODDIO, RADICAL FORSE SÌ, PROPRIO COSÌ CHIC FORSE NO) QUESTO SAL DA VINCI NON È MAI PIACIUTO. NELLE PAGELLE DEL 27 GENNAIO “PER SEMPRE SÌ” FU QUASI SEMPRE NO: 4 DAL "CORRIERE", 5 DAL "QN", IDEM DAL "MESSAGGERO" (“RITA DE CRESCENZO È GIÀ IN PRIMA FILA”) E DAL "SECOLO XIX", ADDIRITTURA 3 DAL "FATTO QUOTIDIANO" (“DANCE SUPERTRASH, COATTA COME LE NOZZE CON 300 INVITATI E IL CETRIOLO NEL PIATTO DELLA SPOSA”, MA A CHE MATRIMONI VA, TRAVAGLIO?) – A FARLO VINCERE E’ STATO IL VOTO DI SITI E RADIO, MOLTO PIÙ SINTONIZZATI SUL GUSTO NAZIONALPOP - DI CONTRO LA BEATIFICAZIONE DI SAN SAL E’ INIZIATA. LUI PERFETTO PER L'ITALIA MODELLO DIO, PATRIA E FAMIGLIA TRADIZIONALE"
Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti
E ci risiamo. L'ordalia sanremese certifica l'ennesima spaccatura fra élite e massa, Ztl e periferie, intellettuali (ovviamente: di sinistra) e no, kasta e popolo. Perché ai radical chic della Sala Stampa dell'Ariston (oddìo, radical forse sì, proprio così chic forse no) questo Sal Da Vinci non è mai piaciuto.
Basta andare a riprendere le pagelle del 27 gennaio, quando furono pubblicati a giornali unificati i voti alle canzoni. Per sempre sì fu quasi sempre no: 4 dal Corriere, 5 dal QN, idem dal Messaggero («Rita De Crescenzo è già in prima fila») e dal Secolo XIX, addirittura 3 dal Fatto quotidiano («Dance supertrash, coatta come le nozze con 300 invitati e il cetriolo nel piatto della sposa», ma a che matrimoni va, Travaglio?).
Più possibilisti Repubblica, voto 6+ senza commento, Il Giornale, senza voto ma con commento, «pezzo furbo e indovinato», Il Mattino e Libero, entrambi 6. Pagella più alta da parte del nostro Luca Dondoni, 7: «Il ritornello è talmente accattivante da garantire il successo», infatti.
sal da vinci terza serata sanremo 2026 foto lapresse
A Festival effettivamente iniziato, su Da Vinci, ma il secondo, si è fatta per lo più dell'ironia: «Il grande amore da famiglia del Mulino bianco», «immarcescibile Italia formato Rai1 con le lancette bloccate (Rep., ieri), pur consapevoli che il brano era forse brutto ma certamente assai apprezzato, come dimostravamo le ovazioni del pubblico dell'Ariston, appena meno sofisticato di quello della curva del Maradona. «Piacerà a molti (temo)», profetizzava infatti il giorno delle pagelle Libero, per una volta dalla parte della critica snob.
Di contro, la beatificazione di san Sal è già iniziata, anche perché la biografia sembra fatta apposta: napoletano, lunga gavetta, popolano e popolare, sposato da 34 anni con una donna e sempre la stessa, due figli e tre nipoti, insomma perfetto per l'Italia modello Dio, patria e famiglia tradizionale (e vedrete cosa si scriverà dell'altro guaglione che ha vinto Sanremo, Stefano De Martino, la vera incarnazione del Paese telemeloniano).
carlo conti stefano de martino
Poi, in effetti, è il voto della Sala stampa che ha fatto vincere Da Vinci, perché in quello popolare era leggermente davanti il secondo classificato, Sayf. Ma la stampa, a Sanremo, sono anche i siti e le radio, molto più sintonizzati sul gusto nazionalpop.
Il problema quindi resta.
Non è che sbagli la critica a stroncare chi non gli piace e il pubblico a votare chi gli pare. Né l'una né l'altro hanno sempre ragione né sempre torto. Il problema è che hanno smesso di parlarsi. La disintermediazione ha colpito anche la cultura. Le competenze, l'esperienza, il curriculum, gli studi, ammesso che ci siano, suscitano più diffidenza che fiducia. Volete mettere con il sano buonsenso popolare, benedetto dai politici populisti?
carlo conti stefano de martino
(...)
Si può dire tutto e il suo contrario, senza essere sanzionati dall'opinione pubblica (semmai, applauditi) e senza tenere conto della realtà.
E allora, per dire, i centri in Albania diventano un ottimo investimento e Beatrice Venezi una grande direttrice d'orchestra. Siamo tornati indietro di un paio di secoli: il popolo e i «filosofi» hanno «diverse idee, diversi costumi e finanche due lingue diverse» (Vincenzo Cuoco, Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799: Sal Da Vinci è il cardinale Ruffo, insomma).
sal da vinci e la moglie
sal da vinci
sal da vinci
sal da vinci in troppo forte 1
sal da vinci
SAL DA VINCI TRIONFA A SANREMO
alberto mattioli
SAL DA VINCI VINCE SANREMO 2026
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