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“CARO GUGLIELMO, PENSARE A TE È COME RIVEDERE PER L’ENNESIMA VOLTA QUELLA GLORIOSA PRIMA PAGINA DELLA CRONACA DI ROMA DI REPUBBLICA” – SE NE VA A 77 ANNI GUGLIELMO PEPE, STORICO CAPOCRONISTA DELLA CRONACA DI ROMA DI "REPUBBLICA" E MARITO DI NORMA RANGERI, EX DIRETTRICE DE “IL MANIFESTO” – FU CREATORE DELLE PAGINE DI SOCIETÀ DEL LUNEDÌ, CON LE INCHIESTE SULLA CULTURA E IL MONDO CHE CAMBIA: “HO VISSUTO REPUBBLICA PER DECENNI, INIZIANDO A COLLABORARE DAI NUMERI ZERO, ALLA FINE DEL 1975. QUANDO IL MIO RAPPORTO CON IL GIORNALE SI INTERRUPPE NON CERCAI ALTRE COLLABORAZIONI: REPUBBLICA ERA LA MIA VITA PROFESSIONALE E NON VOLEVO TRADIRLA”
Paolo Boccacci per Repubblica.it
Ma sì, caro Guglielmo, pensare a te è come rivedere per l’ennesima volta quella gloriosa prima pagina della Cronaca di Roma di Repubblica, quella con i saluti dell’ex sindaco comunista Ugo Vetere, quella con la firma illustre del padre dell’ambientalismo Antonio Cederna, che nel 1982 già parlava di una città archeologica che doveva nascere ai Fori Imperiali, tanto per far capire il messaggio. E un pezzo a fogliettone sulle librerie da salvare.
Sì, proprio il primo numero di una cronaca che hai firmato da capocronista per tanti anni. La Cronaca di Roma delle continue battaglie, contro la speculazione edilizia, contro la morsa del traffico, contro McDonald’s a piazza di Spagna, delle manifestazioni organizzate con Legambiente, dei grandi gialli, da Joe Codino al Canaro della Magliana, delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma anche del sangue del terrorismo.
E ora che Guglielmo Pepe a 77 anni ci ha lasciati, che ha lasciato i suoi adorati Norma e Federico, rileggiamo tutti un suo ultimo post su Facebook in cui scriveva che Repubblica per lui era “l’anima”, era “Bella ciao”.
E scriveva anche: «Ho vissuto Repubblica per decenni, iniziando a collaborare dai numeri zero, alla fine del 1975. Quando, anni dopo il prepensionamento, il mio rapporto con il giornale si interruppe non cercai altre collaborazioni: Repubblica era la mia vita professionale e non volevo tradirla».
Alto, una criniera di capelli, il pizzetto d’ordinanza, in gioventù storico militante e dirigente del gruppo del Manifesto, capocronista a Roma, inviato di politica e cronaca, creatore delle pagine di Società del lunedì, con le inchieste sulla cultura e il mondo che cambia. Non solo.
Nel 1994 dà vita al magazine Salute che dirige fino al 2009. Anche qui tante battaglie, come quelle sulle liste d’attesa.
Poi nel 2005 diventa il primo direttore di National Geographic Italia e nel 2010 fonda anche il sito web della rivista. Dal 2010, dopo il prepensionamento, è editorialista del magazine fino a dicembre 2013.
Durante la direzione di Salute ha ideato e promosso convegni dedicati alla Terza età e all’alimentazione. Da direttore ed editorialista del National ha organizzato sei spettacolari mostre fotografiche al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Una vita vissuta per il giornalismo. Gli amici potranno salutarlo alle ore 10.30 di giovedì 16 aprile nel Tempietto Egizio del Verano a Roma.
guglielmo pepe
guglielmo pepe
mino fuccillo e guglielmo pepe
laura laurenzi e guglielmo pepe
Guglielmo Pepe
Guglielmo Pepe con il figlio Federico
franco recanatesi mario orfeo ezio mauro guglielmo pepe
Guglielmo Pepe e Sebastiao Salgado
guglielmo pepe e stefano malatesta
Guglielmo Pepe
guglielmo pepe stefano malatesta marco tullio giordano corrado augias
antonello piroso e guglielmo pepe
guglielmo pepe norma rangeri
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