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AMORI E DOLORI DI LIZA MINNELLI, VINCITRICE DEL PREMIO OSCAR NEL 1973 PER IL RUOLO DI SALLY BOWLES IN “CABARET”, CHE SI RACCONTA IN UN’AUTOBIOGRAFIA: “DOPO QUEL FILM INIZIÒ IL MIO INCUBO. DROGA, PILLOLE E ALCOL STAVANO DISTRUGGENDOMI. NEL 2003 PRESI UNA SBRONZA IN UN BAR DI NEW YORK. USCII BARCOLLANDO. CROLLAI SUL MARCIAPIEDE. LA GENTE MI EVITAVA O MI SCAVALCAVA. PENSARONO CHE FOSSI L’ENNESIMA SENZATETTO” – “I MIEI QUATTRO MARITI? UNO ERA GAY, L’ULTIMO ERA UN TRUFFATORE. PETER SELLERS ERA SCHIZOFRENICO. MI FACEVA RIDERE, MA LA SUA ABILITÀ NELL’INTERPRETARE TANTI PERSONAGGI DIVENNE IL PROBLEMA CHE CI SEPARÒ, MI BULLIZZAVA PARLANDO COME LORO, PERDEVA IL CONTROLLO, DAVA DI MATTO URLANDO CON VOCI DIVERSE…” - VIDEO
Estratto dell’articolo di Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”
Cosa può nascondersi dietro un successo strepitoso? Ha conosciuto altezze vertiginose e abissi spaventosi. Con l’autobiografia Io, Liza (in uscita il 10 per Rizzoli, due giorni dopo compie 80 anni) entriamo nel cabaret dell’esistenza di Liza Minnelli, una grande artista, figlia di leggende di Hollywood come Vincente Minnelli e Judy Garland, di cui dice: «La vita, per mamma, non è sempre stata uno spasso». Nemmeno per lei: l’encefalite, la droga, l’alcol, «che non tocco da undici anni». […]
liza minnelli con i genitori, vincente minnelli e judy garland
I suoi genitori.
«Papà nei miei primi passi mi dava consigli sulla recitazione, mamma capiva i miei punti deboli. Ero una bambina, avevo cinque anni, e lei per quanto possa sembrare assurdo mi confidava le sue paure e la sua rabbia, si sfogava, mi trattava come una psicoanalista. Ma amava ridere.
La vita con lei era un teatro dell’assurdo. Sperava in un rilancio con È nata una stella , ma il film al botteghino fu un disastro. E non si riprese più. Eravamo al verde, ai suoi concerti sgattaiolavamo via dall’hotel per non pagare il conto, mamma diceva al diavolo, tanto dovevo rinnovare il guardaroba. Avrei voluto salvarla dall’abuso di farmaci e alcol. Se ne andò a 47 anni, troppo giovane per morire».
Il caschetto nero, le ciglia finte, le labbra rosse, gli occhi grandi: Sally Bowles.
«Il successo di Cabaret che nel 1973 mi diede l’Oscar mi travolse. Bob Fosse usò ogni centimetro della mia pelle per raccontare quella cantante di uno squallido nightclub di Berlino, in un’atmosfera ipnotica e fumosa, durante l’ascesa di Hitler. Ho una gamba più lunga dell’altra, sono nata così. Bob lo trasformò in un elemento da sfruttare».
Dopo «Cabaret»…
«Il mio incubo cominciò a ridosso dell’uscita. Droga, pillole e alcol stavano distruggendomi, nella vita reale mi stavo trasformando in Sally Bowles, decadente e oltraggiosa, offrendo una replica di mia madre. Dopo quel film avevo più potere contrattuale, ma solo per parlare con le persone e proporre qualche idea, nient’altro. Cercavo ruoli forti, espliciti o vulnerabili in modo insopportabile. Aspettai e aspettai qualche copione. Il telefono non squillava».
[…] Lei è una donna vulnerabile, generosa, coraggiosa.
io liza - autobiografia di liza minnelli
«Ciò che feci a me stessa nel 2003 fu davvero brutale. Presi una sbronza in un bar di New York. Uscii barcollando. Crollai sul marciapiede. Ero svenuta. La gente passava frettolosa, mi evitava o mi scavalcava. Pensarono che fossi l’ennesima senzatetto, o guardando meglio mi riconobbero. Non lo saprò mai. Il mio staff mi ritrovò e mi portò a casa. Mai mi ero vergognata così tanto di me stessa».
[…] Agli Oscar del 2022 passò una brutta serata.
«L’Academy decise un tributo ai 50 anni di Cabaret. C’era la solita baraonda. Mi ordinarono, inspiegabilmente, di usare la sedia a rotelle. O quella o niente. Per via dell’età, dissero. Lady Gaga, la copresentatrice, disse: se non obbedisci non salgo sul palco con te. Dovetti accettare. Ma prima mi chiese il nome del film festeggiato, come a voler verificare la mia memoria. Come se fossi un’idiota. Fui trattata malissimo in una delle serate più importanti della mia vita. Posso perdonarlo ma non lo dimenticherò. Così pensai, devo raccontare la mia verità, la mia storia».
I suoi quattro mariti?
«Uno (l’ho scoperto dopo) era gay, ma siamo rimasti amici, l’ultimo era un truffatore. Poi annunciai che mi sarei sposata con Peter Sellers. Mi faceva ridere, scolavamo champagne e ripeteva scene dei suoi film. Passavo a fare burle con gli amici, pensavo che Peter avrebbe riso quando gli sfilai il parrucchino e invece…la sua abilità nell’interpretare tanti personaggi immaginari divenne il problema che ci separò, mi bullizzava parlando come loro, perdeva il controllo, dava di matto urlando con voci diverse. Era affetto da schizofrenia». […]
lady gaga liza minnelli - premi oscar
liza minnelli
liza minnelli 4
Rock Hudson , Liza Minnelli e Liz Taylor
fleischman e liza minnelli studio54
makos fotografa liza minnelli e john lennon
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liza minnelli
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