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Umberto Mancini per "Il Messaggero"
Nulla di fatto al vertice Orsi-Siemens in Germania. Nessuno, per la verità , si attendeva una soluzione definitiva per la cessione di Ansaldo Energia. Semmai qualche piccolo passo avanti, magari per capire l'umore dei tedeschi e quello del grande capo del colosso di Monaco di Baviera, Peter Loscher, tra l'altro ex responsabile del settore energia. Ebbene l'attesa è andata delusa.
Non solo perché venerdì scorso dal quartier generale della Siemens è trapelata una certa freddezza, legata al prolungarsi dei tempi e, come era ovvio aspettarsi, alla discesa in campo del Fondo Strategico italiano sponsorizzato, anche se non apertamente, dal governo. Da qui i dubbi su come procedere.
Del resto, fanno notare dalla Germania, la trattativa con Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, va avanti da quasi 7 mesi e qualcuno sta cominciando a perdere la pazienza. Nessuna rottura, ovviamente. Ma nemmeno l'approfondimento del dossier, con la formalizzazione di una offerta dai contorni definiti e per certi aspetti vincolanti.
Si capisce comunque che Siemens, anche in considerazione del fuoco di sbarramento che arriva dai sindacati e dalla politica, non ha nessuna intenzione di forzare. E di sfidare apertamente il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, e quello dell'Economia, Vittorio Grilli, che appoggiano la cordata italiana, capitanata dal Fondo e dal gruppo Camozzi. Atteggiamento attendista quindi.
A conti fatti poi la proposta degli italiani non sarebbe tanto lontana da quella dei tedeschi, soprattutto in considerazione dei debiti e di altri parametri su cui la discussione è ancora in corso. Certamente se alla Siemens le incertezze prevalessero per il Fondo sarebbe agevole chiudere la partita. Più che comprensibile quindi che Orsi cerchi di valorizzare Ansaldo Energia, per il bene degli azionisti e per rispettare il piano di dismissioni da un miliardo.
giuseppe orsi
Siemens
LOGO ANSALDO
Corrado Passera
VITTORIO GRILLI jpeg
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