DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE…
Jay Akbar per http://www.dailymail.co.uk
La fotografa Debi Cornwall è stata autorizzata ad entrare a Guantanamo, una delle prigioni più terribili e famose del mondo dove centinaia di presunti terroristi sono detenuti senza alcuna accusa ufficiale e senza un processo in corso.
In una serie di scatti surreali, Debi ha immortalato le stanze dei detenuti, una sala ricreativa dove i prigionieri guardano la Tv incatenati al suolo e uno strano parco giochi per bambini. Ci sono voluti otto mesi per riuscire ad avere il permesso e, una volta arrivata, la sua visita alla base è stata pesantemente censurata.
“Non ho potuto fotografare le facce delle guardie, l’unico prigioniero con cui ho parlato era dietro un pannello di plexiglass oscurato, alla fine di ogni giornata i militari guardavano le mie fotografie e cancellavano tutte quelle che violavano le regole, che sono tantissime”.
Rinchiusi in sette diverse sezioni del carcere, i 116 prigionieri rimasti a Guantanamo passano le loro giornate dipingendo e leggendo, mentre le guardie possono mangiare nell’unico McDonald di Cuba e giocare a golf nel campo di pratica della base.
Il campo fu aperto nel 2002 per ospitare “persone altamente pericolose” legate al terrorismo e a crimini di guerra. Fin dalla sua apertura, Guantanamo è stato criticato dagli attivisti per i diritti umani per le torture disumane e gli abusi sessuali. Tutt’oggi le informazioni riguardo alle condizioni dei detenuti differiscono molto a seconda che provengano da fonti ufficiali dell’esercito o da fonti esterne ed ex prigionieri.
Omar Khadr venne imprigionato all’età di 15 anni:
kit del prigioniero
guardie in pausa
Nel 2009, poco dopo la sua elezione, Barack Obama aveva definito Guantanamo come “un capitolo triste della storia americana”, promettendo di volerlo chiudere. Ma Debi Cornwall afferma che niente alla base fa pensare ad una prossima chiusura del carcere. Il motto delle forze militari di stanza a Guantanamo è: “Sicuri, Umani, Legali e Trasparenti”, parole che parlano da sole.
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