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Aspirina per Dagospia
RENATO BRUNETTA LITIGA CON PAOLO ROMANI
Berlusconi è convinto che si vota presto. Molto presto: già in primavera. Così organizza le sue truppe e lancia Stefano Parisi. L’annuncio l’ha fatto – rivela il Foglio – sabato scorso a due sbigottiti Romani e Brunetta (capigruppo di Senato e Camera) ad Arcore.
I due, forse, non avevano capito bene le intenzioni del Cavaliere; pensavano che stesse pensando al rilancio di Forza Italia. Poveri illusi. Oggi Parisi racconta la sua idea di centro-destra alla Stampa.
Sabato i due capigruppo, di fronte alla decisione del Banana, hanno contrapposto il suggerimento: facciamo un direttorio del partito. Berlusconi si è allora alzato del tavolo senza polemiche ed è scomparso. Per parecchio. Al rientro si è scusato: stavo dormendo.
Ed oggi, il colpo di grazia alla vecchia guardia del partito, arriva dallo stesso Parisi. Alla Stampa dice: voglio provare a rigenerare il centro destra con un programma politico liberale e popolare “alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinquestelle”.
L’appuntamento è una convention a settembre a Milano, dove Parisi ha sfiorato la poltrona di sindaco. Ma i paletti sono già chiari: “servono persone fresche, di non lunga carriera politica, ma che abbiano dimostrato di aver capacità”.
Aborre la rottamazione renziana. Preferisce il termine “rigenerazione”. Ed anticipa – ma questo lo sapevano già Brunetta e Romani – “che Berlusconi guarda con interesse al mio progetto”. Ovviamente, coinvolgerà persone competenti (e chi annuncia di volere ignoranti). Apre alla Lega quando dice che gli immigrati devono rispettare regole chiare. Condivide il rigore europeo, ma non la burocrazia di Bruxelles. E punta sulla riforma della Pubblica amministrazione.
Per Berlusconi vede un ruolo chiaro: fondatore del centro destra. “E’ stato a lungo motore della parte più moderata dello schieramento e deve continuare ad esserlo”.
LA RUSSA LUPI GELMINI STEFANO PARISI MATTEO SALVINI
Ma soprattutto annuncia che voterà “no” al referendum, perché ammazza il federalismo. Se Renzi perde non si deve dimettere. “E tutte le forze politiche devono impegnarsi per fare del Senato un’Assemblea Costituente per le riforme”. Tempo 18 mesi per riformare lo Stato.
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