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MON DIEU! JORDAN BARDELLA PROVA AD APRIRSI LA VIA PER L’ELISEO: OLTRE A CENE COI I BIG DEGLI AFFARI (DA BOLLORE’ A ARNAULT), LANCIA SEGNALI A MERZ E SEGUE LA STRATEGIA DELLA DUCETTA PER “NORMALIZZARE” LA DESTRA. E COSÌ COME MELONI PRIMA DELLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2022 AVEVA FATTO IN MODO DI ACCREDITARSI COI CRISTIANODEMOCRATICI TEDESCHI E LA LORO PROIEZIONE EUROPEA DEI POPOLARI, ALTRETTANTO FA L’ASTUTO DELFINO DI MARINE LE PEN IN VISTA DELLE PRESIDENZIALI FRANCESI…

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Francesca De Benedetti per Domani – www.editorialedomani.it

 

le pen bardella

Giorgia Meloni «è una grande leader politica»: questo è quel che Jordan Bardella dichiara. La frasetta è infilata in una intervista rilasciata a Le Point, che segue di pochi giorni (e rinforza tatticamente) quella col Frankfurter Allgemeine Zeitung: il delfino di Marine Le Pen, ad oggi candidato di punta per le presidenziali, sta costruendo a livello europeo, oltre che in Francia, il suo sentiero per l’Eliseo.

 

Dentro tutti quei messaggi in bottiglia che il presidente del Rassemblement National ha lanciato al resto d’Europa negli ultimi giorni c’è molto di più di una riga di lode esplicita verso la premier italiana.

 

È l’intero impianto strategico dell’estrema destra francese a ricalcare quello utilizzato dalla leader di Fratelli d’Italia per preparare la sua ascesa al potere. E così come Meloni prima delle elezioni politiche del 2022 aveva fatto in modo di accreditarsi coi cristianodemocratici tedeschi e la loro proiezione europea dei Popolari, altrettanto fa l’astuto Bardella: in vista delle presidenziali del 2027 si rivolge al cancelliere.

matteo salvini selfie con jordan bardella e marine le pen alla festa della vittoria a mormant sur vernisson

 

 

Quell’intervista rilasciata al quotidiano di Francoforte è tutta una «amicizia franco-tedesca», tutta un «relazioni essenziali e strategiche», serve per costruire un ponte verso Friedrich Merz e soprattutto il centro del potere europeo: se il Ppe lo è ancora, è anzitutto perché cinque anni fa Giorgia Meloni in cambio dell’alleanza tattica coi popolari sabotò il gruppone delle destre estreme. Nel 2021 Fratelli d’Italia, con Raffaele Fitto come pontiere, creò il ponte con il bavarese Manfred Weber e coi popolari da lui guidati (così è nato il rapporto privilegiato con Ursula von der Leyen). Già prima delle ultime elezioni europee, e ancor di più dopo, il Ppe si è appoggiato alle estreme destre su svariati dossier, come la deregolamentazione.

 

maria carolina di borbone BARDELLA 67

«Rappresento il principale gruppo di opposizione in Ue», dice Bardella facendo pesare a Merz la sua leadership dei Patrioti (gruppo di Salvini e Orbán). E via Faz sferra colpi a von der Leyen, sì, ma con argomenti pro corporation a cui Merz è sensibile: la presidente «non fa bene neppure gli interessi dell’industria tedesca», dice. (Il cancelliere gioca di sponda con Draghi).

 

Su deregolamentazione, difesa e molto altro, il delfino di Le Pen tende la mano a Merz sperando che la prenda, e per rendere più allettante l’offerta ribadisce la presa di distanza da AfD, che l’RN marcò anche quando espulse l’estrema destra tedesca da Identità e democrazia (l’antenato dei Patrioti).

 

JORDAN BARDELLA E L’AMORE CON MARIA CAROLINA DI BORBONE PARIS MATCH

 La strategia di Bardella consiste precisamente nel penetrare il centro del potere e normalizzare così la destra estrema. Strategia meloniana: Meloni è «grande leader» anche perché «incarna una nuova forma di leadership sulla scena europea», dice non a caso Bardella a Le Point (che però va fuori strada, commentando che «il modello di Bardella è Merz»).

 

«En Europe, je suis pour tout changer sans rien briser»: in Europa Bardella dice di voler «cambiare tutto senza rompere nulla». Meloni per prima ha fatto da cavallo di Troia dell’estrema destra a Bruxelles; adesso il cugino d’oltralpe si mette sulla scia.

 

vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni

In parallelo con l’establishment politico europeo, Bardella e la sua mentore Marine – sulla ineleggibilità della quale sapremo meglio il 7 luglio – penetrano quello economico. Oltre a Vincent Bolloré che piega sempre più a destra l’ecosistema mediatico, c’è pure suo figlio Cyrille che pasteggia con Le Pen. E soprattutto c’è il ricchissimo dei ricchissimi (non a caso nemico della «tassa Zucman» e amico del tycoon di Washington), Bernard Arnault, che favorisce l’accreditamento dell’RN tra i pezzi grossi dell’industria e dell’economia.

 

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jordan bardella in israele jordan bardella in israele