
DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA…
Ernesto Menicucci per il "Corriere della Sera”
Appuntamento alla Montagnola, sul piazzale dedicato ai caduti che combatterono per la difesa di Roma, dopo l' 8 settembre, contro i nazifascisti. Guido Bertolaso, con Giorgia Meloni, parte da qui, zona sud della Capitale, quartiere dove l' emergenza rom - negli anni - è finita fuori controllo.
L' ex capo della Protezione civile, insieme alla leader di FdI, va «a caccia» di mercatini abusivi gestiti dai nomadi, quelli che il prefetto Tronca, commissario del Campidoglio, vorrebbe legalizzare.
Bertolaso gira a piedi e poi, di fronte a un lenzuolo steso con sopra una serie di oggetti (c' è pure un elefantino giocattolo: «Se ha la proboscide alzata porta fortuna»), scatta l' idea: la merce viene «infagottata» e portata alla vicina sede dell' Ama (l' azienda romana dei rifiuti) dove i dipendenti lo guardano un po' stupefatti.
«Che state facendo?», dice uno. Quelli di FdI replicano: «È il candidato sindaco di Roma». Controreplica, alla romana: «E sti c...».
Bertolaso cerca di recuperare terreno nei confronti di Matteo Salvini, al quale non erano piaciute le sue frasi proprio sui rom: «Quando parlavo di categoria vessata, mi riferivo al passato», ripete ora.
Poi promette: «Se avrò il privilegio di fare il sindaco, queste cose non le vedrete più». Meloni lo invita a sottoscrivere la proposta di FdI («stop ai campi nomadi, aree di transito fuori dal centro abitato, chi vuole un alloggio popolare si mette in fila e paga le tasse») e Bertolaso va anche oltre: «Prima vengono i romani e gli italiani. Poi gli altri». Dimostra di aver studiato: «Sul Tevere decidono tutti, tranne il Comune. Eppure da lì prende il nome Roma». Riferimento storico: in etrusco, il fiume si chiamava Rumon.
Le polemiche con la Lega sono chiuse? «Ho al mio fianco Giorgia e Berlusconi. Fino a che è così, non ho problemi».
Sul leader leghista, altra stoccata: «Ho proposto tolleranza zero sul degrado. Non vorrei che volesse perdere...».
E i banchetti della Lega? «Anche se l' esito è negativo, non mi ritiro». Berlusconi gli metterà a fianco uno spin doctor ? «Non lo sento da una settimana, vuol dire che le cose vanno bene».
L' amicizia col piddino Giachetti e con Rutelli? «Quando Berlusconi mi chiamò alla Protezione civile, nel 2001, glielo dissi che avevo collaborato col centrosinistra». E lui? «Non volle neppure che firmassi le dimissioni in bianco. Berlusconi mi stima, per questo mi ha fatto questa proposta».
Pausa: «Oddio, è così drammatica che ci sarebbe da sospettare, visto quello che dicono politici di altri partiti...»
L'«uomo del fare» pensa alla squadra: «Devo ricomporre quella che lavorava con me alla Protezione civile». Poi aggiunge: «Questa è la mia prima esperienza, sarà anche l' ultima. Ma io non perdo: né sul piano giudiziario, né su quello politico. Qualcuno se ne deve fare una ragione».
Renzi? «Gli darei cinque». Peggio Alemanno o Marino? «Marino».
Le unioni civili? «D' accordo, ma non celebrerei i matrimoni gay: c' è l' obiezione di coscienza». Per chi votava? «Ero in Africa coi bambini». In una settimana, «SuperGuido» ha già imparato la lezione.
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