
DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN…
1. USA 2016: DE BLASIO, VINCERÀ HILLARY CLINTON
(ANSA) - "Il risultato dei caucus in Iowa è stato molto positivo per noi, perché ha dimostrato come la disuguaglianza economica sia il tema centrale di queste elezioni, in entrambi i partiti. Favorirà un dibattito salutare fra i democratici, che sarà vinto da Hillary Clinton, perché è la persona più attrezzata ad ottenere risultati concreti per l'elettorato progressista". Lo afferma alla Stampa il sindaco di New York Bill De Blasio.
"A novembre quindi - aggiunge - vincerà le presidenziali, perché i repubblicani non hanno un candidato credibile e un programma per dare risposta a questo problema. Diventerà più forte Stato dopo Stato perché ha un messaggio chiaro, attraente, e i fatti per dimostrare la sua capacità di produrre il cambiamento economico chiesto dagli elettori".
Alla domanda se non sia Sanders il fenomeno che sta attirando questi elettori, il sindaco di New York replica: "E' diventato la voce dei più poveri, contro la concentrazione della ricchezza. Era un messaggio di cui il nostro partito aveva bisogno da tempo. Il successo di Trump - osserva anche De Blasio - è legato al fatto che sta affrontando il tema della disuguaglianza economica, ma non è un candidato credibile".
2. HILLARY SI SALVA GRAZIE AL LATO B
Glauco Maggi per ''Libero Quotidiano''
Hillary ha vinto in Iowa con la monetina. Non una, ma sei. C' è voluta una sfortuna sfacciata, perché i suoi rappresentanti hanno azzeccato ripetutamente il verso giusto del «quarter», il quartino di dollaro utilizzato dagli scrutatori in sei sedi elettorali contestate. Politicamente, il risultato è pari e patta, miracoloso per Sanders che aveva 50 punti di distacco quando lanciò la sfida e che ha chiuso ora dietro di un paio di decimi di punto, 49,6% a 49,8%. In percentuale, i consensi hanno premiato la Clinton con 699,57 delegati, contro i 695,49 del senatore del Vermont.
Ma se il socialista avesse vinto con la monetina la metà dei 6 seggi in bilico, il finale sarebbe stato rovesciato, con Bernie davanti per 698,49 a 696,57. Se i democratici cercavano un leader dalla fortuna sfacciata, la Clinton è la più qualificata: aveva una probabilità su 64, l' 1,64%, di guadagnare tutti i delegati in forse e l' ha azzeccata. C' è infatti una chance su due di vincere nel caso di un singolo lancio della moneta, ce n' è una su quattro di vincere con due lanci, e così via sino a una chance su 64 di vincerne sei consecutive.
il road trip di hillary clinton da new york all iowa
Il verdetto è di stallo, ma Hillary tira «un sospiro di sollievo», ha detto lei stessa, «perché una vittoria è una vittoria». Non ha però eliminato dalla gara Sanders che, legittimamente, ha commentato di aver «vinto moralmente» perché il popolo dei suoi fans, per lo più giovani nostalgici del socialismo che non hanno mai conosciuto, hanno versato una media di 27 dollari ognuno, un numero che imbarazza la campagna miliardaria della paladina del Palazzo clintoniano e del network dei gruppi di interesse che non vogliono perdere la Casa Bianca: i sindacati, gli attivisti organizzati delle minoranze, le banche e le lobbies.
Ora il circo delle primarie si sposta in New Hampshire, dove il miracolo deve farlo Hillary. La media dei sondaggi curata da RealClearPolitics piazza da mesi al primo posto Sanders, che ha un vantaggio attuale di 55,8% a 37,7%. Dopo aver risicato la vittoria in Iowa, la Clinton deve battere le aspettative e ridurre lo scarto a un margine sopportabile, per non permettere che l' avversario acquisti slancio e rafforzi la credibilità conquistata nel primo caucus. Sarà un' impresa dura.
Sanders è apparso incattivito per la sconfitta di misura, e ha chiesto un ricalcolo dei voti. Ma è impossibile nel caucus democratico: non ci sono le schede, i votanti si raggruppano nell' angolo del candidato preferito, e lì vengono contati dal presidente del seggio. Quindi le situazioni non sono poi ricostruibili. Lo staff di Sanders ha pure criticato per la registrazione dei voti l' uso del software della Microsoft, i cui dipendenti hanno versato più contributi alla Clinton.
Insomma il clima si è avvelenato e Sanders ha un asso nella manica: i guai legali di Hillary, impantanata nello scandalo del server privato. Nel primo dibattito tra i DEM, il senatore rosso disse «la gente non ne può più della storia delle tue maledette emails», e Hillary applaudì a scena aperta. Ora sta a lui decidere se girare il coltello nella piaga, come fanno i repubblicani, nei comizi di questa settimana che precede il voto del 9 febbraio.
Per quel giorno il giudice federale Rudolph Contreras, che ha la supervisione sulla causa delle mail, ha convocato un' udienza per fare il punto. Nel maggio scorso, Contreras aveva ordinato al Dipartimento di Stato di divulgare entro la fine di gennaio 2016, un tanto al mese, tutte le lettere del server.
hillary clinton bernie sanders
Finora ne sono state divulgate per 45mila pagine e le ultime 7600 sono previste per fine febbraio, un ritardo che il ministero ha attribuito alla recente maxi-nevicata. Circa 1500 emails erano state finora parzialmente censurate perché contenevano informazioni riservate, ma venerdì scorso, per la prima volta, il Dipartimento di Stato ha detto che 22 sono impossibili da divulgare perché hanno nomi di spie e programmi di alto interesse per la sicurezza nazionale. Hillary è sulla graticola e un avviso di reato sarebbe il colpo di grazia. Sta a Sanders usare il jolly: «Se scegliete Hillary avremo un candidato a rischio».
DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN…
KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP…
DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD…
A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA…
FLASH! - INVIATI DEI MEDIA DI TUTTO IL MONDO (OGGI ANCHE I CINESI) SONO A ROMA PER SEGUIRE LA…
DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO…