DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA…
IL CAMPO LARGO E’ UN CAMPO MINATO! NONOSTANTE IL SUCCESSO DEL REFERENDUM, UN TAVOLO SUL PROGRAMMA TRA I LEADER DI CENTROSINISTRA RESTA COMPLICATO - DALLA POLITICA ESTERA ALLA PATRIMONIALE, DAI MIGRANTI (CONTE ERA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO AI TEMPI DEI DECRETI SICUREZZA DI SALVINI) FINO ALLE PRIMARIE, I NODI E LE DIVISIONI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI - C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA ALLE PRIMARIE, SI VOCIFERA CHE…DAGOREPORT
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Niccolò Carratelli per la Stampa - Estratti
«Prima il programma, poi le primarie», dicono tutti o quasi nel centrosinistra. Poi, però, l'appello accorato di Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni o Riccardo Magi, per convocare subito un tavolo dei leader della coalizione e iniziare a parlare di contenuti, cade nel vuoto.
O, meglio, viene raccolto da Elly Schlein e ignorato da Giuseppe Conte. L'agenda imposta dal presidente del Movimento 5 stelle agli alleati non prevede un confronto sui temi in questa fase. Per lui l'appuntamento non sarà prima dell'autunno, dopo la conclusione della sua Nova 2. 0, il percorso di costruzione dal basso del programma M5s, che verrà avviato tra una decina di giorni.
Gli altri si adeguano e anche loro nelle prossime settimane proporranno iniziative simili di consultazione della propria base: sabato Italia Viva lancia le "primarie delle idee", a maggio toccherà ad Avs e anche il Pd sta organizzando un altro tour di Schlein, che lei annuncerà lunedì durante la Direzione del partito.
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Le armi a Kiev Anche perché sarebbe complicato eludere del tutto i temi – non mancano nemmeno quelli – su cui ci sono chiare divergenze fra i partecipanti alla futura coalizione. Il primo, ovviamente, è il sostegno militare all'Ucraina.
Tutti i recenti voti in Parlamento hanno cristallizzato una spaccatura sull'invio delle armi a Kiev: Pd, Italia viva e +Europa a favore, M5s e Avs contrari. L'ultima volta Conte ha provato a proporre una risoluzione unitaria, che sorvolava sulla questione, senza nemmeno citare le forniture militari.
Non se n'è fatto niente, perché l'aiuto a Kiev è «imprescindibile», ripete in ogni intervista l'ex ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, definendo la posizione di un'ampia fetta di Pd, che va oltre la sola minoranza riformista. Su questo Schlein non è mai arretrata e difficilmente lo farà al tavolo con Conte e gli altri.
Tassare i ricchi Se dalla politica estera ci spostiamo a quella fiscale, cambiano gli abbinamenti. Secondo Conte, ad esempio, la patrimoniale «non è all'ordine del giorno», perché non sarebbe «risolutiva». Si è smarcato da Schlein, secondo la quale «non è un tabù intervenire sui grandi patrimoni», ma è bene farlo «a livello europeo». Ma, in questo caso, anche da Fratoianni e Bonelli, che intendono portare una proposta di patrimoniale «al tavolo con gli alleati». E dire che era stato il capo delegazione M5s a Bruxelles, Pasquale Tridico, a rilanciare l'idea di un'imposta minima del 2% per i patrimoni sopra i 100 milioni di euro. Comunque, su questo terreno, Conte trova al suo fianco Matteo Renzi, che ha definito la proposta della patrimoniale «un autogol».
La "terza via" dei migranti Comunque, per chi accusa Conte di non essere di sinistra è una prova. E non l'unica. Anche quando ha delineato la sua «terza via» nella gestione dei flussi migratori si è attirato non poche critiche. Quando ha attaccato il Pd, senza troppi giri di parole, perché «non si può accoglierli tutti e non integrarli». Si dovrebbe partire da patti strutturali con i Paesi di origine e transito, creare canali legali e, detto sottovoce, difendere i confini. Un approccio rivendicato lo scorso ottobre, quando il Movimento si è distinto dagli alleati non sottoscrivendo la mozione con cui si chiedeva al governo di bloccare il memorandum tra Italia e Libia, sottoscritto dal governo Gentiloni nel 2017 e rinnegato da Schlein ancor prima di diventare segretaria. Conte, che da premier aveva rinnovato l'accordo nel 2019, sostiene che stracciarlo sia sbagliato, ma andrebbe «profondamente rivisto».
NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI
Ius soli o scholae Ai distinguo sull'immigrazione si affiancano quelli sui diritti connessi, come la cittadinanza.
Perché anche qui ci sono approcci diversi, anche la sintesi potrebbe rivelarsi più semplice. Il Pd di Schlein è per lo "ius soli", chi nasce in Italia è italiano, posizione condivisa da Avs.
I 5 stelle, invece, da tempo spingono per lo "ius scholae", si diventa italiani dopo aver completato un intero ciclo di studi.
Alla base c'è una diversa sensibilità sul tema anche nei rispettivi elettorati, come si è visto anche nelle indicazioni di voto al quesito sulla cittadinanza nel referendum dello scorso anno (Conte aveva lasciato libertà di coscienza ai suoi). Favorevole allo "ius scholae" anche Renzi, che ne ha fatto una battaglia da anni. Qui il compromesso è più che fattibile e arrivare a una legge sarebbe un risultato politico significativo per un governo progressista.
GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
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