crosetto caravelli

IL CASO CROSETTO ARRIVA AL COPASIR – IL COMITATO CONVOCA IL DIRETTORE DELL'AISE GIOVANNI CARAVELLI. L’AUDIZIONE (SEGRETA) E’ DEDICATA AGLI SCENARI DI GUERRA DOPO L'ATTACCO ALL'IRAN MA SI PARLERA’ ANCHE DELL’AFFAIRE CHE HA COINVOLTO IL MINISTRO DELLA DIFESA. I PARLAMENTARI DI OPPOSIZIONE, VOGLIONO CHIARIRE PERCHÉ CROSETTO SI SIA MOSSO SENZA SCORTA E SE SIANO STATE RISPETTATE LE PROCEDURE DI SICUREZZA NAZIONALE, CONSIDERATO CHE IN AGENDA FIGURAVA ANCHE UN BILATERALE CON IL MINISTRO DELLA DIFESA EMIRATINO – IL DEM PROVENZANO: “SE CROSETTO DICE CHE I SERVIZI NON POTEVANO NON SAPERE E I SERVIZI SEGRETI DICONO CHE NON SAPEVANO NULLA, BISOGNA DISCUTERNE IN PARLAMENTO…” - QUANTO PESANO I DISSAPORI TRA CROSETTO E I VERTICI DELL’INTELLIGENCE, COMPRESO MANTOVANO CHE NE HA LA DELEGA? 

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Giuliano Foschini per repubblica.it - Estratti

 

crosetto caravelli

Iran, gli equilibri tra alleati e, inevitabilmente, il caso Crosetto. Oggi il Copasir, il Comitato parlamentare che controlla i servizi segreti, ascolta il prefetto Giovanni Caravelli, direttore dell'Aise, i servizi per l'estero.

 

L'audizione, formalmente dedicata agli scenari di guerra e agli sviluppi della crisi iraniana, toccherà quasi certamente anche le ricadute politiche interne, a partire dall'affaire che ha coinvolto il ministro della Difesa. I parlamentari, in particolare quelli di opposizione, vogliono chiarire perché il ministro si sia mosso senza scorta e se siano state rispettate le procedure di sicurezza nazionale, considerato che in agenda figurava anche un bilaterale con l'omologo emiratino.

 

Un punto che intreccia piani diversi: la natura dichiarata come privata del viaggio e la successiva aggiunta di impegni istituzionali. L'audizione si svolge in seduta segreta e arriva a due settimane dalla precedente, il 10 febbraio, quando Caravelli aveva delineato scenari di escalation, definendo probabile un attacco statunitense all'Iran sulla base dell'analisi del contesto e di informazioni provenienti anche da fonti aperte. Valutazioni che oggi vengono rilette alla luce degli sviluppi sul campo e che, secondo le opposizioni, renderebbero quanto meno imprudente la missione a Dubai.

GIOVANNI CARAVELLI AL COPASIR - FOTO LAPRESSE

 

Crosetto ha parlato di un viaggio privato, al quale si è aggiunto un impegno istituzionale, spiegando di aver scelto per questo di muoversi da civile. La trasferta organizzata per far stare i figli insieme ai compagni di scuola, durata circa una settimana tra Emirati, Roma e altre aree del quadrante.

 

Le opposizioni non intendono archiviare la vicenda. Lo ha ribadito ieri in aula Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri dei dem: «Siamo l'unico Paese al mondo che aveva un ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, ma è politico e istituzionale». Provenzano ha parlato di una questione che «riguarda l'intero governo se, in mezzo a una guerra, abbiamo il ministro degli Esteri che ci dice: "Non so dov'è il ministro della Difesa"». E ancora: «Se Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla, bisogna discuterne in Parlamento».

 

Il Copasir non sarà l'unico terreno di confronto. Nei giorni scorsi l'intelligence ha convocato la stampa per la tradizionale presentazione del report annuale al Parlamento. È l'occasione in cui i Servizi, a partire dall'Autorità delegata Alfredo Mantovano, rispondono ai cronisti. Lo scenario internazionale farà da sfondo, ma sarà difficile evitare un chiarimento sul viaggio a Dubai. 

 

GUIDO CROSETTO ALFREDO MANTOVANOGIOVANNI CARAVELLI AL COPASIR - FOTO LAPRESSE

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