parodi bartolozzi

“LASCIO LA GUIDA DELL’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI PER GRAVI MOTIVI FAMILIARI” – NEL GIORNO DELLA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM CESARE PARODI SI DIMETTE DA PRESIDENTE DELL’ANM: “LA DECISIONE L’HO PRESA OLTRE UN MESE FA, L’HO RINVIATA PER MOTIVI EVIDENTI” – “AL REFERENDUM SI È COMPRESA L’IMPORTANZA DELLA QUESTIONE GIUSTIZIA PRIMA DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – LE PAROLE DELLA CAPO DI GABINETTO DI NORDIO, BARTOLOZZI, CHE HA DEFINITO LE TOGHE 'UN PLOTONE DI ESECUZIONE'? È STATA OFFERTA UNA GROTTESCA RAPPRESENTAZIONE DELLA MAGISTRATURA. IL RISULTATO REFERENDARIO TESTIMONIA CHE GLI SLOGAN NON PAGANO: SI VINCE QUANDO NON SI INSULTA. L’ANM NON VUOLE DARE LE CARTE COSÌ COME CI HANNO RIMPROVERATO ALCUNI PERÒ ANCHE NOI DOBBIAMO FARE AUTOCRITICA..."

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Ilaria Sacchettoni per corriere.it - Estratti

incontro tra anm e governo a palazzo chigi - cesare parodi

 

Le dimissioni di Cesare Parodi da presidente dell’Anm erano sul tavolo da giorni, ben prima degli exit poll. Rinviate ma, infine, «ineludibili», assicura lui. Motivi personali, spiega.

 

A chi lo descrive come il presidente riluttante di una associazione in difficoltà ribatte con semplicità: «Gravi motivi familiari dietro la mia decisione, presa oltre un mese fa...», senza dettagli su un problema di salute che affligge qualcuno di molto caro. Ma intanto Parodi esce di scena con un 53,7% che è motivo di orgoglio.

 

Come valuta questo risultato?

«Azzardo un’interpretazione personale: si tratta di una vittoria valoriale. La prova che anche quei cittadini che non conoscono la legge hanno capito i valori dei padri costituenti. In altre parole si è compresa l’importanza della questione giustizia prima ancora che la separazione delle carriere».

CESARE PARODI E CARLO NORDIO

 

Perché lascia allora?

«La mia decisione risale a un mese fa, rinviata per motivi evidenti».

 

È stato ferito dai toni della campagna elettorale nella quale non le sono state risparmiate critiche?

«Una mi ha ferito più di altre. Sui social sono stato accusato di trascurare il mio lavoro (da procuratore aggiunto a Torino è divenuto Procuratore capo di Alessandria, intanto ndr). Una critica che mi ha infastidito profondamente e che respingo: si chieda agli avvocati che quotidianamente vengono nel mio ufficio per esigenze quotidiane se in qualche caso sono venuto meno alle loro sollecitazioni».

 

L’hanno accusata anche di mentire sulla riforma.

CESARE PARODI - UN GIORNO DA PECORA

«Dico una cosa. Si può vincere, anzi si vince quando non si insulta, né si mente. Quando si argomenta e non quando si aggredisce l’altro».

 

A chi pensa in particolare?

«Dico solo che aggredire è facile se ci si pensa. È sufficiente alzare la voce, parlare sopra e assumere un tono violento. Quello che, al contrario, è complicato è un’equilibrata esposizione delle proprie ragioni».

 

Si riferisce alle parole di Bartolozzi che vi ha definiti «un plotone di esecuzione» e ha detto che votare Sì serviva a liberarsi dei magistrati?

 

«In qualche caso è stata offerta una grottesca rappresentazione della magistratura. Il risultato referendario testimonia che gli slogan non pagano. È più remunerativo adottare un certo equilibrio. Si è gridato spesso “vergognatevi!” ma si è trascurato altrettanto spesso di spiegare. Si può dire che è stato un comportamento penalizzante».

 

Pensa che la magistratura vada bene così com’è?

incontro tra anm e governo a palazzo chigi - cesare parodi

«No. Certo. Questo risultato testimonia che i cittadini conoscono i limiti dei magistrati. Anzi a questo proposito credo che l’invito ad ascoltarli possa essere il mio testamento, per così dire...Vi sono state critiche giuste».

 

Facciamo un esempio?

«I criteri di nomina dei direttivi, peraltro già modificati, vanno forse ulteriormente cambiati. Servono più trasparenza e maggiore efficienza».

 

La giustizia ha seri problemi di efficienza, su questo è d’accordo?

«È così infatti».

 

 

giusi bartolozzi e carlo nordio

(...)

«L’Anm non vuole dare le carte così come ci hanno rimproverato alcuni. Però penso che sia necessario che la magistratura trovi il modo di avviare un percorso di rinnovamento».

 

E come crede si debba imboccare questa strada?

«C’è un’autocritica costruttiva da fare. Si deve dare risposta ad alcune critiche che ci sono state mosse e che meritano di essere analizzate».

 

Quali?

«Poca trasparenza nelle nomine dei direttivi. Sarà la priorità per il mio successore».

CESARE PARODI E CARLO NORDIOCESARE PARODI E CARLO NORDIO CON LA SIGARETTA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA giorgia meloni e cesare parodi - incontro tra anm e governo a palazzo chigi Cesare Parodi a tagadasergio mattarella cesare parodi