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AL CONGRESSO È ANDATA IN PEZZI LA COALIZIONE DI TRUMP – I REPUBBLICANI ALLA CAMERA HANNO CANCELLATO IN FRETTA E FURIA IL VOTO SU UNA RISOLUZIONE CHE AVREBBE LIMITATO I POTERI DI GUERRA DEL TYCOON IN IRAN, TEMENDO UNA SCONFITTA DELLA MAGGIORANZA, SEMPRE PIÙ SPACCATA SUL CONFLITTO –SECONDO I SONDAGGI DI ABC E “WASHINGTON POST”, IL TASSO DI POPOLARITÀ DEL GANGSTER DELLA CASA BIANCA È SCESO AL 37%. E IL 66% DEGLI AMERICANI È CONTRARIO ALLA GESTIONE DELLA GUERRA NEL GOLFO...
Estratto dell’articolo di Mattia Ferraresi per www.editorialedomani.it
Traballa la maggioranza di fronte a una risoluzione che avrebbe limitato i poteri di guerra dell’esecutivo. Intanto, il presidente contraddice la sua amministrazione e invia 5mila soldati in Polonia
Giovedì sera i leader repubblicani alla Camera hanno cancellato in fretta e furia il voto su una risoluzione che avrebbe limitato i poteri di guerra di Donald Trump in Iran, temendo una sconfitta della maggioranza, sempre più spaccata sulla guerra (e non solo).
La risoluzione, presentata dai democratici, avrebbe imposto a Trump di ottenere un’autorizzazione del Congresso per proseguire le operazioni militari contro Teheran. Il voto precedente, il 14 maggio, si era concluso con un pareggio di 212 a 212, con varie defezioni a destra. Il singolo voto di un democratico aveva salvato la maggioranza.
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Lo speaker della Camera, Mike Johnson, aveva rinviato il voto già mercoledì, dicendo che c’era un problema di presenze. Giovedì la situazione non è migliorata e i leader hanno rinviato la discussione al rientro dalla pausa per il Memorial Day, a giugno.
Il deputato Fitzpatrick, che Trump aveva attaccato il giorno prima, ha detto che «non rendiamo conto a nessun partito né a nessuna persona qui a Washington». Le reazioni democratiche sono state immediate. «Siamo passati dal perdere di un voto al pareggio della settimana scorsa, e adesso a questa ritirata da codardi», ha detto il deputato Jared Huffman.
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DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
La guerra in Iran è iniziata senza un’autorizzazione del Congresso e il termine di sessanta giorni previsto dal War Powers Act del 1973, oltre il quale il presidente è tenuto a ottenere l’approvazione, è già scaduto. L’amministrazione sostiene che il cessate il fuoco del 7 aprile abbia fermato il conteggio e di fatto concluso lo scontro diretto con Teheran.
Non tutti i repubblicani accettano questa lettura. Fitzpatrick e Barrett, entrambi sotto pressione per la rielezione nei rispettivi collegi, hanno già votato a favore di due risoluzioni per limitare i poteri bellici dell’esecutivo.
Massie è stato fin dall’inizio il principale sponsor repubblicano dell’iniziativa insieme al democratico Ro Khanna. «Il gasolio è a sei dollari e la benzina a cinque, e la gente non può permettersi i fertilizzanti a causa di questa guerra», ha detto Massie dopo il voto del 14 maggio.
donald trump discorso alla nazione
Trump, interpellato sulla popolarità del conflitto, ha risposto ai cronisti: «Tutti mi dicono che è impopolare, ma io penso che sia molto popolare quando la gente capisce che riguarda le armi nucleari, armi che potrebbero distruggere Los Angeles».
I sondaggi raccontano un’altra storia. Secondo il rilevamento di Abc e Washington Post di fine aprile, il tasso di popolarità di Trump è sceso al 37 per cento, mentre il tasso di disapprovazione è al 62 per cento, il dato più alto registrato nel corso dei due mandati. Il 66 per cento degli americani è contrario alla gestione della guerra in Iran.
DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
Sull’economia le cose vanno anche peggio. Il 34 per cento degli americani è soddisfatto della gestione economica, percentuale in calo di sette punti rispetto al mese precedente. Su inflazione e costo della vita il consenso non raggiunge il 30 per cento. I democratici guidano i sondaggi nazionali sulla Camera con un vantaggio di 49 a 44 punti.
I rilevamenti a livello nazionale non contano molto nel rinnovo del Congresso, ma è la sconfitta del Gop alla Camera al midterm è altamente probabile, e crescono le possibilità che i democratici conquistino anche il Senato. La cancellazione del voto di giovedì ha solo rinviato, e non impedito, la decisione sulla guerra. [...]
DONALD TRUMP CONTESTATO DA UNA DEPUTATA DEMOCRATICA AL CONGRESSO
Contraddicendo tutto quello che l’amministrazione ha detto nelle ultime settimane, Trump ha annunciato che invierà 5mila soldati in Polonia. Giusto la settimana scorsa il segretario della Difesa, Pete Hegseth, aveva annunciato l’interruzione della rotazione delle truppe in Europa, accusando gli alleati europei di «non essere intervenuti quando l’America aveva bisogno di loro». [...]
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