elly schlein giuseppe conte

“IL CRITERIO SECONDO CUI IL PARTITO CHE PRENDE UN VOTO IN PIÙ ESPRIME IL PREMIER È UN AUTOMATISMO CHE FUNZIONA A DESTRA. NEL CAMPO PROGRESSISTA QUESTA CONSUETUDINE NON C’È” – GIUSEPPE CONTE, FORTE DEI SONDAGGI CHE LO DANNO VINCENTE NELLA SFIDA CON SCHLEIN, NON MOLLA LA PRESA E INSISTE SULLE PRIMARIE APERTE – ELLY REPLICA: “HO GIÀ DIMOSTRATO DI AVERE LA CAPACITÀ DI RIBALTARE I SONDAGGI”. MA LA SEGRETARIA DEM FRENA SUI GAZEBO (“NON FACCIAMO L’ERRORE DI RINCHIUDERCI IN DIBATTITI POLITICISTI RESPINGENTI”) E PROPONE UN TAVOLO DELLE FORZE PROGRESSISTE SUL PROGRAMMA – LA PUNTUALIZZAZIONE DI CONTE: “IL M5S NON HA MAI DETTO DI ESSERE IN UN’ALLEANZA ORGANICA. SIAMO IN COALIZIONE E…”

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Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

conte schlein

Cinquantacinque minuti di intervento in Direzione, trasmesso in streaming, in cui non nomina mai il termine primarie: «Non facciamo l’errore di rinchiuderci in dibattiti politicisti respingenti». Elly Schlein decide di ignorare il problema.

 

Ma proprio nelle stesse ore in cui Giuseppe Conte lancia la sua sfida all’indirizzo della segretaria Pd: «Il M5S non ha mai parlato di alleanza organica, il criterio secondo cui il partito che prende un voto in più esprime il premier è un automatismo che funziona a destra, dove c’è una consuetudine di alleanza, nel campo progressista questa consuetudine non c’è».

 

Dunque, «primarie aperte», anzi «apertissime».

 

Chi (e sono tanti) nel Partito democratico sperava di evitare i gazebo è avvertito. Il leader del M5S non mollerà la presa. Per lui le primarie sono una vittoria comunque vadano.

 

Tutti i sondaggi lo danno sopra Schlein come candidato premier, ma anche se così non fosse Conte male che vada prenderà almeno un 40 per cento di consensi. Più del doppio dei voti del suo partito.

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

 

Un’ottima base di partenza per trattare con il Pd da una posizione di forza. Perciò per l’ex presidente del Consiglio le primarie sono l’unica strada. Ma in casa dem si suona un’altra musica.

 

Nella replica, come nella relazione, Schlein quasi sorvola sull’argomento, benché anche lei abbia un messaggio per il leader del M5S. Una replica e un ammonimento: «Ho già dimostrato di avere la capacità di ribaltare i sondaggi». Come a dire: Conte non ti illudere perché se si andrà alle primarie non sarai tu il vincitore. Dunque il duello tra Conte e la segretaria del Partito democratico prosegue.

 

Ormai è sfida aperta anche se celata dietro sorrisi (un po’ forzati) tra i due e strette di mano a favore di telecamere. Elly Schlein vuole dimostrare che non è Conte a dare le carte e intende rovesciare lo storytelling che l’ex premier sta cercando di costruire.

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

Quindi, dal palco della Direzione dem, la segretaria lancia una proposta rivolta a tutte le opposizioni: «Dobbiamo tornare a mobilitarci per la pace in piazza e dovremmo farlo insieme alle altre forze progressiste e alle altre forze civiche che condividono questa urgenza. Le sentirò per dare la nostra disponibilità a mobilitarci insieme per la pace e per la giustizia sociale».

 

Cerca di spostare il terreno di gioco, Elly Schlein, e di dimostrare che le redini della coalizione sono nelle sue mani, non in quelle dell’ex premier. In questo senso va anche questa altra sua affermazione. «Ho già dato la disponibilità a Bonelli e Fratoianni per vederci per un tavolo delle forze progressiste sul programma». Il segretario di +Europa Riccardo Magi plaude a questa uscita della segretaria: «Bene, noi ci siamo».

 

Peccato che Conte su questo appuntamento glissi. E ancora, la leader Pd propone anche una grande «assemblea con i giovani».

 

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schlein fratoianni bonelli conte

 

«PALAZZO CHIGI AL PRIMO PARTITO? NO» CONTE INSISTE SULLE PRIMARIE «APERTE»

Alessandro Arachi per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

La sala è piena da non entrare anche se per entrare bisogna essere nella lista e nella lista ci sono soltanto i giornalisti e i parlamentari Cinque Stelle, oltre ad alcuni amici selezionati. Una nuova primavera , è un titolo eloquente per il libro che Giuseppe Conte ha presentato ieri a Roma, Giovanni Floris a fargli le domande. Era primavera sei anni fa quando l’attuale leader del M5S giurò per la prima volta da premier.

 

«È notorio che ho fatto il presidente del Consiglio perché passavo da via del Corso e ho trovato aperto il portone di Palazzo Chigi», scherza Conte con la postura e l’atteggiamento di chi invece a Palazzo Chigi ha intenzione di tornarci a stretto giro. Cominciando con il conquistarsi il posto da leader della coalizione di centrosinistra.

 

schlein fratoianni bonelli conte

Nessun equivoco: «Essere progressisti è una scelta di campo se si lavora per il cambiamento e la trasformazione della società», puntualizza rispondendo a Floris sul suo posizionamento nell’arco parlamentare. La domanda era stata: «Sarebbe pronto a tornare a governare con la Lega?». La risposta decisa: «Non ci si può alleare con forze che, nel migliore dei casi, sono conservatrici oppure diventano di fatto reazionarie e addirittura sono per la restaurazione».

 

Le domande di Giovanni Floris sono dirette, attingono a episodi del libro e scivolano inevitabilmente sull’attualità politica. Le primarie, il piatto forte. Sorride l’ex premier: «Io sono stato l’ultimo a chiedere le primarie. Meglio, le ho accettate. Quando tutti volevano le primarie alla fine ho detto: “E vabbè facciamole”». Ma per fare le primarie Giuseppe Conte ora mette i suoi paletti.

 

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Innanzitutto: «Le primarie devono essere aperte a tutti.

 

Non devono essere primarie di partito, ma devono poter partecipare tutti, liberamente, anche se non si è iscritti». Floris chiede se per partiti del Campo largo intende: M5S, Pd, Avs e Renzi. Conte glissa su Renzi. «Pd, M5S e Avs hanno già lavorato insieme, partiamo da qui. Ma dobbiamo partire da un programma condiviso».

 

Un’altra domanda, un’ipotesi sul tavolo della coalizione.

 

conte renzi schlein

Potrebbe funzionare il criterio per cui il partito che prende un voto in più è quello che esprime il premier? Il capo dei Cinque Stelle scuote la testa convintamente: «Questo è un automatismo che funziona per la destra, dove c’è una consuetudine di alleanza, per quanto siano divisi. Nel campo progressista questa consuetudine non c’è».

 

Conte rivendica che «il M5S non ha mai detto di essere in un’alleanza organica. Siamo in coalizione quando si fa il programma e se Elly Schlein dovesse vincere le primarie, certo che rimarremmo dentro la coalizione. Non è che si può dire che le primarie non valgono più se non le vince un rappresentante del M5S».

 

Una domanda sul suo incontro con Paolo Zampolli, rappresentante per gli Usa per le partnership globali. «Gli ho detto di dire a Trump che ha sbagliato tutto».

ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE

 

MEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIArenzi conte schleingiuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti ELLY SCHLEIN CONTERICCARDO MAGI - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - FOTO LAPRESSE GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - - RICCARDO MAGI - FOTO LAPRESSE fratoianni schlein conte bonelli al monk

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