DAGOREPORT – CON L'OPERAZIONE GENERALI-NATIXIS, DONNET SFRUTTA UN'OCCASIONE D'ORO PER…
Roberto Giovannini per “la Stampa”
PENSIONATI RITIRANO ALLA POSTA
Rettifica: i pensionati (almeno la stragrande maggioranza di loro) continueranno a riscuotere il loro assegno previdenziale il primo del mese (se erano dipendenti privati) o il 16 se ex-dipendenti pubblici. L’accredito verrà effettuato il 10 del mese soltanto per i circa 800mila pensionati che hanno lavorato sia nel pubblico che nel privato, e dunque ricevono due assegni, uno dall’Inps e uno dall’ex-Inpdap.
Finisce così - con una serie di precisazioni da parte del ministero dell’Economia - un «giallo» durato per 24 ore che ha scatenato un’esplosione di rabbia in milioni di anziani. E che rappresenta, forse, il primo infortuno mediatico per il governo Renzi.
La vicenda nasce da una norma contenuta nella Legge di Stabilità; o meglio, in una delle sue bozze, visto che a tutt’ora non è stata diffusa la versione definitiva della manovra teoricamente varata più di una settimana fa. All’articolo 26, così, è stato inserito lo slittamento - per «razionalizzare e uniformare procedure e tempi di pagamento» - al 10 di ogni mese di assegni e indennità per «i beneficiari di più trattamenti». Una misura che secondo la relazione tecnica serve a risparmiare circa 20 milioni di euro. Altri dicono 6 milioni.
Una stesura un po’ ambigua, bisogna dirlo: «più trattamenti» possono essere la pensione, ad esempio, e un’invalidità civile, o un vitalizio per un infortunio. Fatto sta che martedì l’operazione è stata interpretata da tutti - sindacati dei pensionati, infuriati, come da esponenti della maggioranza come il Pd Filippo Taddei - come uno slittamento generalizzato al 10 per tutti i 15 milioni di pensionati italiani. Uno spostamento molto scomodo per chi deve fare i conti con scadenze di pagamento normalmente fissate all’inizio del mese.
Matteo Renzi ospite di Barbara D'Urso
Dopo le durissime proteste di martedì sin dalla mattinata il governo ha cominciato a virare di rotta. E con una serie di precisazioni del ministero di Via XX Settembre ha spiegato che l’accredito sarà fissato al 10 soltanto per quegli 800.000 pensionati che hanno un doppio assegno Inps-Inpdap. Per i sindacati dei pensionati è una bella notizia: «Questo però non ci basta - dicono Spi, Fnp e Uilp - e ci batteremo affinché la norma sia ritirata per tutti, anche per quegli 800.000 che hanno la doppia pensione Inps-Inpdap. I pensionati hanno sopportato davvero troppo in questi anni. È ora di lasciarli in pace».
FILIPPO TADDEI OSPITE DI SERVIZIO PUBBLICO
È in effetti possibile che la retromarcia sia totale, nel quadro di una operazione di contenimento di un pasticcio mediatico inconsueto per un esecutivo sempre attento ad evitare di dare agli avversari occasioni di «colpire».
Quel che è certo - lo si capisce da una nota serale di precisazione dell’Inps - è che il pasticcio è stato notevole. «In attesa di conoscere il testo del disegno di legge - dice l’istituto previdenziale - l’Inps assicura che per ogni intervento che risultasse necessario, in relazione a nuove modalità di pagamento delle pensioni, sarà assunta ogni iniziativa opportuna di confronto con le organizzazioni sindacali». E se davvero per i «doppi pensionati» ci sarà il rinvio al 10, «l’Inps affronterà il problema con gradualità e con il doveroso confronto con le parti sociali».
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