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LA DESTRA HA VANNACCI, IL CAMPO LARGO I “PACIFINTI” M5S E AVS: IL VERO AGO DELLA BILANCIA NELLA POLITICA ITALIANA È…PUTIN! – MASSIMO FRANCO: “SALVINI È INDEBOLITO DALLO SCARTO DEL GENERALE SULLA FIDUCIA AL GOVERNO. L’INTERA MAGGIORANZA TENDE A MINIMIZZARE MA ACCUSA VANNACCI DI FAVORIRE LE SINISTRE. E CERCA DI NON CHIUDERE DEL TUTTO IL DIALOGO CON FUTURO NAZIONALE” – “IL PD EVOCA VANNACCI COME SPAURACCHIO DI UN GOVERNO CHE PER LA PRIMA VOLTA HA SUBITO UNA MINISCISSIONE A DESTRA. LA MAGGIORANZA REPLICA FACENDO PRESENTI GLI ORDINI DEL GIORNO di M5S E AVS, ALLEATI DEL PD: TUTTI TESI A BLOCCARE GLI AIUTI MILITARI ALL’UCRAINA E A CHIEDERE ‘TRASPARENZA’…”

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SE I DUE FRONTI NON SI LIBERANO DELLE AMBIGUITÀ SULL’UCRAINA

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

GUIDO CROSETTO CON IL CONTINGENTE ITALIANO IN BULGARIA - FOTO LAPRESSE

[...] Vannacci manda il suo manipolo di seguaci a bersagliare davanti alla Camera Matteo Salvini nei rapporti con l’Ue e con la Russia: ha già dimenticato di essere una sua creatura. Dall’altra, cerca di presentarsi come unico rappresentante della «vera destra», antieuropea e filo-russa: anche se il generale giura di non essere «pro Putin. Io sono pro Italia e pro Europa».

 

Ma poi attacca Carlo Calenda, leader di Azione, solidale con l’Ucraina, che lo accusa del contrario. E sostiene che aspetterà le parole della premier Giorgia Meloni prima di ordinare ai suoi in Parlamento se votare con o contro il governo.

 

roberto vannacci

È una manovra che punta a incunearsi nei malumori di una parte della coalizione, soprattutto leghista. Per questo vede la fiducia come un gesto di paura della maggioranza, per scongiurare assenze e possibili voti contrari di altri esponenti del Carroccio, e non solo. Ma la decisione del governo, per quanto possa essere frutto dell’«effetto Vannacci», è una mossa che tende a stroncare qualunque tentazione.

 

Alza un muro invalicabile sulle scelte di politica estera, obbligando almeno per ora lo stesso Salvini a votare per il sostegno anche militare all’Ucraina.

giorgia meloni matteo salvini

 

Il vicepremier dichiara di nuovo che la pace potrebbe essere vicina, pur smentito dal Cremlino. Le sue affermazioni, però, appaiono d’ufficio. Salvini è indebolito dallo scarto del generale.

 

L’intera maggioranza tende a minimizzare quanto è accaduto, evocando un «fuoco di paglia», solo per non infierire. Ma in parallelo accusa Vannacci di favorire elettoralmente le sinistre. E cerca di non chiudere del tutto il dialogo con Futuro nazionale. Sa di essere aiutata dalle contraddizioni speculari presenti nelle opposizioni, che invita a guardarsi in casa.

 

I due fronti gareggiano nell’additare solo le ambiguità altrui. Così, il Pd evoca Vannacci come spauracchio di un governo che per la prima volta ha subito una miniscissione a destra. La maggioranza replica facendo presenti gli ordini del giorno quasi identici presentati dai fedelissimi di Vannacci e dal M5S e da Avs, alleati del Pd: tutti tesi a bloccare gli aiuti militari all’Ucraina e a chiedere «trasparenza». Ma è solo un’altra tappa dello scontro tra schieramenti che faticano a liberarsi della zavorra dell’ambiguità.

giuseppe conte atrejuROBERTO VANNACCI EMANUELE POZZOLOroberto vannacci e il suo presepe 3roberto vannacci