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Ludovico Prendolo per Dagospia
Hanno fatto a gara per essere presenti, ma sono stati rispediti al mittente. Niente vecchi politici, quelli che ammorbano i sempre più patetici salotti televisivi, alla mega festa dei Trumpiani d’Italia che si terrà domani a Roma nella splendida cornice di palazzo Ferrajoli, proprio di fronte al Parlamento, in occasione del giuramento del nuovo presidente degli Stati Uniti.
Non ci saranno i mitologici Bikers for Trump, pronti a Washington a difendere The Donald dai possibili disordini con un Wall of Meat. Ci saranno invece esponenti dell’ambasciata russa e degli Stati Uniti, pronti ad anticipare la storica stretta di mano fra i loro due presidenti, Trump e Vladimir Putin. Per l’occasione, i russi potrebbero addirittura sfoggiare la cravatta rossa.
Rossa come quella di Trump. Sarà l’occasione per conoscere i Trumpiani certificati, coloro che hanno un accesso diretto ai collaboratori più stretti del nuovo presidente e hanno creduto nella sua vittoria fin dall’inizio, quando tutto l’apparato del partito Repubblicano era schierato contro l’amico di Flavio Briatore. Un paio di nomi: Antonio Maria Rinaldi, professore anti euro della prima ora, e Gianmario Ferramonti, tra i fondatori della Lega Nord, che si collegherà da Washington, uno dei pochi invitati italiani alla cerimonia dell’Inaugurazione.
Se l’amministrazione Obama ha giocato su due tavoli, puntando sulla strana coppia Matteo Renzi-Beppe Grillo, Trump vuole gente nuova. Che sarà presente alla festa di domani, che inizierà alle quattro del pomeriggio per finire alle dieci di sera (ma i più scatenati stanno già organizzando un after hour. Niente paura, lettori di Dagospia, risparmiate i vostri sbadigli: il party sarà anche Cafonal.
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