mantovano meloni fazzolari

FRATELLI D’ITALIA, SI ROSICA! – DOPO LA BATOSTA NEL REFERENDUM, IL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI HA GIA’ EVOCATO UNA SPECIE DI “VENDETTA” DEI MAGISTRATI PARLANDO DEI RISCHI “DI UN'AZIONE ADESSO PIÙ INVASIVA DELLE TOGHE” PER OSTEGGIARE LE SCELTE DEL GOVERNO - ALCUNI MINISTRI SONO STRATEGICAMENTE LONTANI MIGLIAIA DI CHILOMETRI DA ROMA, COME LOLLOBRIGIDA IN UZBEKISTAN E ADOLFO URSO IN TURCHIA - MA A FAR RUMORE È IL SILENZIO DEL SOTTOSEGRETARIO, ED EX MAGISTRATO, ALFREDO MANTOVANO CHE SU QUESTA RIFORMA SI È SPESO COME NON MAI, ANCHE ALZANDO I TONI A VOLTE PIÙ DI NORDIO: IERI DA MANTOVANO NESSUNA DICHIARAZIONE ALLE AGENZIE E IN TV…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

 

mantovano meloni fazzolari

[…] La delusione in Fratelli d'Italia è tanta per una consultazione che doveva segnare una ulteriore svolta nella conquista del Paese, e che invece segna la prima vera e pesante sconfitta dell'era meloniana.

 

Da diversi alti colonnelli del partito trapela il malcontento per come è stata condotta la campagna elettorale contro i magistrati (con toni che hanno messo in difficoltà molti dirigenti ed elettori di FdI soprattutto nei luoghi caldi della battaglie antimafia): ma anche per le sparate arrivate da via Arenula, come quelle della capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, e per le «ingenuità», come le ha definite la premier, del sottosegretario Delmastro che si era messo in società con la figlia di un uomo legato al clan senese.

 

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito e grande amico di Delmastro, lo ammette intervistato da Bruno Vespa: «I casi Delmastro e Bartolozzi? Faremo le analisi e tutte le riflessioni del caso. Credo che singoli episodi non abbiano condizionato perché il risultato è netto. Certamente se ci sono state delle sbavature nella campagna elettorale, ovviamente hanno pesato».

 

GIORGIA MELONI E ADOLFO URSO AL SENATO - FOTO LAPRESSE

[…] Ma c'è un grande timore adesso che attanaglia i meloniani dopo una campagna referendaria durissima contro pm e giudici. Ad esplicitarlo, parlando dei rischi «di un'azione adesso più invasiva delle toghe» per osteggiare le scelte del governo, è il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

 

«Gli italiani chiedono a questo governo — dice Fazzolari — maggiore controllo dell'immigrazione illegale e di essere maggiormente incisivi in termini di sicurezza. Finora su questi due argomenti abbiamo visto che molte delle norme attuate vengono poi indebolite da decisioni prese dalla magistratura: all'esito del referendum la preoccupazione è che questa azione potrebbe diventare ancora più invasiva».

francesco lollobrigida (3)

 

E poi per motivare le truppe depresse assicura: «Andremo avanti sul premierato e anche sulla legge elettorale». In sintesi sugli argomenti che sulla carta dovrebbero garantire seggi e ancora il governo del Paese, almeno così sperano molti in via della Scrofa.

 

Per il resto in casa FdI nessuno ha voglia di commentare: alcuni ministri sono strategicamente lontani migliaia di chilometri da Roma, come Francesco Lollobrigida in Uzbekistan e Adolfo Urso in Turchia.

 

Ma a far rumore è il silenzio del sottosegretario, ed ex magistrato, Alfredo Mantovano che su questa riforma si è speso come non mai, anche alzando i toni a volte più dello strabordante Nordio: ieri da Mantovano nessuna dichiarazione alle agenzie e in tv. Tanto basta a far capire che il colpo tra i Fratelli è stato sentito e una resa dei conti sul fallimento giustizia ci sarà.

alfredo mantovano sergio mattarella