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DOPO IL CASO “LIMES”, QUALCUNO AVRÀ FINALMENTE IL CORAGGIO DI PRENDERE POSIZIONE CONTRO I TALK SHOW ITALIANI TRASFORMATI IN UNA TRIBUNA PER I PROPAGANDISTI PUTINIANI? – “IL FOGLIO”: “IL PENSIERO VA SOPRATTUTTO A GIOVANNI FLORIS E CORRADO FORMIGLI. OGNI TANTO È UTILE METTERSI ALLO SPECCHIO; MAGARI ALLO SPECCHIO DI UNA TRASMISSIONE DEI LORO ESORDI. COM’È POSSIBILE, POTREBBERO DOMANDARSI, CHE LA MIA FUNZIONE È DIVENTATA QUELLA DI PORGERE UN MICROFONO A PERFETTI CIALTRONI, PATACCARI E MITOMANI IN UN TRIPUDIO DI APPLAUSI, SPESSO SENZ’OMBRA DI CONTRADDITTORIO? CREARE UNA “NUBE TOSSICA” FA BENE ALLA SALUTE DELL’INFORMAZIONE DEMOCRATICA? È QUESTO IL MIO MESTIERE?”
Estratto dell’articolo di Guido Vitiello per “il Foglio”
lucio caracciolo a otto e mezzo 4
[…] Mi auguro […] che qualcuno colga l’occasione offerta dall’intervista di Adnkronos al professore Federigo Argentieri, dimissionario da Limes, sulla “nube tossica mediatica” che avvolge la guerra in Ucraina e sulle redazioni televisive che aspettano il prime time per alluvionare il pubblico di panzane.
Il mio pensiero va soprattutto ai conduttori dei talk-show. A Giovanni Floris, che abbiamo imparato ad apprezzare vent’anni fa per il suo visino pulito e paffuto da primo della classe e il suo curriculum impeccabile da beneducato rampollo dell’università liberale e dell’informazione europeista;
o a Corrado Formigli, l’allievo di Michele Santoro che sembrava voler seguire in tutto il maestro salvo che nella compiaciuta mascalzoneria, e che era meno appesantito […] dalla catena antica di solidarietà e ostilità ideologiche che rendono sempre così prevedibile l’autore di Samarcanda. Su Bianca Berlinguer e altri osserverò un caritatevole silenzio.
Sono anni, in qualche caso decenni, che li vediamo ogni settimana sugli schermi, e loro probabilmente sono convinti in buona coscienza di fare sempre lo stesso mestiere. Ma l’abitudine obnubila, e ogni tanto è utile mettersi allo specchio; magari allo specchio di una trasmissione dei loro esordi.
Com’è possibile, potrebbero domandarsi, che di concessione in concessione, di accomodamento in accomodamento, la mia funzione è diventata quella di porgere un microfono a perfetti cialtroni, pataccari, mestatori e mitomani in un tripudio di applausi, spesso senz’ombra di contraddittorio? Creare una “nube tossica” fa bene alla salute dell’informazione democratica? È questo il mio mestiere? E soprattutto: è questo che volevo?
CARLO CALENDA JEFFREY SACHS A PIAZZAPULITA
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