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DOPO IL MINISTRO SANGIULIANO, ANCHE IL PRESIDENTE DEL MAXXI ALESSANDRO GIULI SCARICA VITTORIO SGARBI, DOPO LO SHOW DI VOLGARITÀ ALL’INAUGURAZIONE DELLA FESTA ESTIVA DEL MUSEO: “IL TURPILOQUIO E IL SESSISMO NON POSSONO AVERE DIRITTO DI CITTADINANZA NEL DISCORSO PUBBLICO E IN PARTICOLARE NEI LUOGHI DELLA CULTURA. QUINDI A POSTERIORI NON C'È SPAZIO PER ALCUNA CONSIDERAZIONE CHE RICALCHI LO SCHEMA CHE ABBIAMO VISTO” - "CHIEDO SCUSA ALLE DIPENDENTI E AI DIPENDENTI DEL MAXXI CHE MI HANNO SCRITTO PER TESTIMONIARE IL LORO DISAGIO" - VIDEO
(ANSA) - ROMA, 02 LUG - "Mi sento di sottoscrivere completamente e convintamente le osservazioni di Sangiuliano: il turpiloquio e il sessismo non possono avere diritto di cittadinanza nel discorso pubblico e in particolare nei luoghi della cultura. Quindi a posteriori non c'è spazio per alcuna considerazione che ricalchi lo schema che abbiamo visto nell'inaugurazione dell'Estate al MAXXI". Lo ha detto il presidente del museo Alessandro Giuli, al Tg1, in merito alle polemiche sollevate dall'intervento di Vittorio Sgarbi. Giuli ha anche chiesto "scusa alle dipendenti e ai dipendenti del MAXXI" che gli avevano scritto per testimoniare il loro disagio.
"Tutto nasceva con presupposti diversi, doveva essere una libera e mite conversazione tra un artista e un sottosegretario", ha spiegato Giuli ai microfoni del Tg1 parlando della serata inaugurale di Estate al MAXXI che lo ha visto sul palco con Sgarbi e Morgan. "Durante la circostanza la discussione ha preso una piega diversa, di fronte alla quale io ho cercato, per quanto mi era possibile, di contenere gli esiti del possibile disagio che poi ne è nato". E ha aggiunto: "Lasciatemi dire una cosa: non ho alcuna difficoltà a dirmi rammaricato e a chiedere scusa alle dipendenti e ai dipendenti del MAXXI con cui fin dall'inzio ho condiviso questo disagio. Sono scuse che il MAXXI fa a se stesso e a tutte le persone che si sono legittimamente sentite offese da una serata che nei presupposti doveva andare su un altro binario".
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