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Paolo Lepri per il "Corriere della Sera"
OBAMA E ANGELA MERKEL FOTO LAPRESSE
Per sapere quello che pensava la cancelliera, ieri sera al G7 di Bruxelles, gli americani non hanno avuto bisogno di ascoltare le sue comunicazioni personali. La discussione è stata intensa, in un clima buono, e i problemi da affrontare erano molti. «Business as usual», insomma, anche se tra Barack Obama e Angela Merkel alcune ombre rimangono, e la recente visita a Washington della donna più potente del mondo non è servita a dissiparle del tutto.
SNOWDEN IN GITA IN BARCA IN RUSSIA
Ai tedeschi non piace essere spiati, come invece è accaduto nel passato grazie alle iniziative incontrollate dei servizi segreti statunitensi. Sembra quasi una vendetta del destino che proprio mentre Barack Obama è in Europa, dove parteciperà anche alle celebrazioni per il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia, la procura federale tedesca abbia aperto un’inchiesta sui controlli a cui è stato sottoposto il telefono portatile della cancelliera.
La notizia, basata sulle rivelazione della «talpa» della National Security Agency, Edward Snowden, fu accolta l’estate scorsa con indignazione dall’opinione pubblica e aprì una pagina difficile, non ancora chiusa, nelle relazioni tra Washington e Berlino. L’auspicio è che si facciano passi avanti verso quell’accordo bilaterale di «non spionaggio» che è rimasto fino ad ora lettera morta.
Con la sua decisione, il procuratore federale Harlad Range ha comunque imboccato una strada piena di difficoltà. L’inchiesta obbligherà per esempio i servizi segreti tedeschi a dire, anche loro, tutto quello che sanno. La scelta di restringere il campo solo al caso Merkel, e non alle attività più generali di spionaggio «di massa» americane, ha scontentato l’opposizione e in parte gli stessi alleati socialdemocratici della cancelliera. Ma un primo passo importante è stato fatto.
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