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IL NOME NON CONTA SE LA RUSSIA NON VUOLE NEGOZIARE - L’UNIONE EUROPEA FRENA SULLA NOMINA DI MARIO DRAGHI O ANGELA MERKEL COME MEDIATORE CON PUTIN - NESSUNO SI FIDA DELLA SINCERITÀ DI “MAD VLAD”, E NON È STATO ANCORA INDIVIDUATA LA PERSONA ADATTA PER SVOLGERE L'INGRATO COMPITO - "MARIOPIO" E L’EX CANCELLIERA TEDESCA HANNO MOLTI DUBBI: TEMONO DI INFILARSI IN UN ESTENUANTE BRACCIO DI FERRO CON L’INAFFIDABILE LEADER DEL CREMLINO, CHE SUL DESTINO DI KIEV VEDE IN TRUMP L'UNICO VERO INTERLOCUTORE (PERCHÉ GLI DÀ SEMPRE RAGIONE) - TRA I 27 NON TUTTI SPOSANO LE DUE CANDIDATURE, A PARTIRE DA ITALIA E GERMANIA. I RAPPORTI TRA MERZ E MERKEL NON SONO MAI STATI IDILLIACI…

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Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica” - Estratti

 

mario draghi regala un mazzo di fiori ad angela merkel

L’Unione europea frena sull’ipotesi di nominare un negoziatore per trattare con la Russia la pace in Ucraina. Lo fa per due motivi: nessuno si fida della sincerità Vladimir Putin e non è stato ancora individuata la persona adatta per svolgere questo compito. 

 

Anzi l’altro ieri a Strasburgo, a margine della cerimonia per l’assegnazione dell’Ordine europeo al Merito, l’ex cancelliera tedesca ha espresso tutti i suoi dubbi alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sull’ipotesi di affidare a lei l’incarico di negoziatrice. È stata la stessa von der Leyen a riferirlo poi a un numero ristretto di interlocutori.

 

 

VLADIMIR PUTIN

Anche Mario Draghi starebbe nutrendo le medesime perplessità. I due pesi massimi dell’Unione europea, del resto, temono che il Cremlino voglia discutere solo con gli Usa il futuro di Kiev. In secondo luogo, rischia di essere un braccio di ferro lunghissimo dal costo politico elevatissimo. 

 

 

Per di più tra i 27 non tutti sono d’accordo su queste due ipotesi di candidatura. Per motivi diversi ma quasi tutti ricollegabili alle questioni di politica interna dei vari Paesi, a cominciare dalla Germania e dall’Italia. I rapporti tra il cancelliere tedesco Merz e Merkel, ad esempio, non sono mai stati fluidi. Nelle settimane scorse, infatti, era emersa una figura meno ingombrante come l’ex presidente finlandese Ninisto. Una soluzione che potrebbe agevolare l’accordo dentro l’Ue offrendo piene garanzie sull’“antiputinismo”. Oppure affidare ai vertici istituzionali dell’Unione, ossia alle presidenze della Commissione e del Consiglio, il mandato di confrontarsi con lo zar. 

mario draghi regala un mazzo di fiori ad angela merkel 2

 

 

 

Non è un caso che proprio il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa abbia avviato in questi giorni una sorta di sondaggio per capire in primo luogo se tutti considerano opportuno discutere ora con Mosca e in quali termini. Le risposte non sono state univoche. Di certo tutti giudicano Putin inaffidabile e non credibile. Sia la divisione tra i 27, sia la coesione sull’inattendibilità del presidente russo, sta dunque rallentando l’idea di avviare un confronto con Mosca. 

ursula von der leyen mario draghi

 

È possibile che al riguardo venga elaborato un documento da sottoporre all’esame del Consiglio europeo di fine giugno. Che non a caso si terrà subito dopo il G7 cui dovrebbe partecipare anche Donald Trump. In quell’occasione si dovrebbero almeno capire le intenzioni del tycoon. (...)

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