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CHI È IL PIÙ PUTINIANO DEL REAME NEL M5S? – IL GRAN CASINO DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE RISVEGLIA L’OPPOSIZIONE INTERNA A CONTE NEL M5S - LA DISSIDENTE PENTASTELLATA CHIARA APPENDINO DÀ VOCE A QUELLA PARTE DEI GRILLINI CHE VUOLE APRIRE I RUBINETTI RUSSI: “CONTINUARE A IGNORARE LA POSSIBILITÀ DI RIAPRIRE AI FLUSSI DI GAS RUSSO SIGNIFICA SCEGLIERE DELIBERATAMENTE DI NON TUTELARE I CITTADINI ITALIANI” – PECCATO CHE LA POSIZIONE UFFICIALE DI GIUSEPPE CONTE, CHE COMUNQUE HA SEMPRE GUARDATO CON FAVORE A MOSCA, SIA TUTT’ALTRA: “IO IL GAS RUSSO NON LO COMPRO FIN QUANDO LA RUSSIA NON FIRMA IL TRATTATO DI PACE”…
PREZZI: APPENDINO, 'RIAPRIRE A GAS RUSSO PER TUTELARE FAMIGLIE'
CHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE
(Labitalia) - "Il mondo sta bruciando e questo governo è ancora fermo al palo, incapace di adattarsi a uno scenario che cambia di ora in ora. Siamo pragmatici, come lo sono le famiglie italiane quando guardano le bollette a fine mese: bisogna rimettere sul tavolo la questione del gas russo.
Non è una posizione ideologica, è una questione di sopravvivenza economica per milioni di italiani. È insostenibile un governo immobile sul caro bollette, che non sblocca l'accisa mobile, che non taglia le tasse sui carburanti, che non tassa gli extraprofitti dei colossi energetici e che nel frattempo ha scelto di legarsi mani e piedi agli Stati Uniti comprando gas liquido americano a prezzi esorbitanti".
VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE
Lo dichiara la deputata M5s Chiara Appendino. "Oggi lo scenario è radicalmente cambiato: le fiamme attorno allo stretto di Hormuz, il petrolio rivendicato apertamente come arma di guerra, i mercati energetici in fibrillazione. In questo contesto, continuare a ignorare la possibilità di riaprire ai flussi di gas russo significa scegliere deliberatamente di non tutelare i cittadini italiani - aggiunge -.
Io sono favorevole a riaprire a quella possibilità perché è una delle leve concrete che si possono mettere in campo per abbassare i prezzi. Tra l’altro, riaprire al gas russo non sarebbe solo una scelta economica, ma un segnale distensivo fondamentale: un gesto che potrebbe facilitare l'apertura di un vero tavolo di pace tra Russia e Ucraina, ponendosi come alternativa concreta alla sterile escalation militare europea".
"Il governo Meloni si svegli: o inizia a fare scelte coraggiose nell'interesse degli italiani e della stabilità internazionale, o ammetta che preferisce pagare il gas americano a prezzo d'oro pur di non scontentare Washington", conclude Appendino.
giuseppe conte chiara appendino
UCRAINA: CONTE, 'NON COMPRO GAS RUSSO FIN QUANDO LA RUSSIA NON FIRMA PER LA PACE'
(Adnkronos) - "Io sono da tempo per investire nel processo di pace e avrei cercato di ottenere prima un trattato di pace, ma siccome abbiamo condannato la Russia e siamo dalla parte della popolazione ucraina io il GAS russo non lo compro fin quando la Russia non firma il trattato". Lo ha detto Giuseppe CONTE a Piazzapulita. (Gmg/Adnkronos)
ENERGIA: PEDULLA' (M5S), 'CON ACQUISTI DA RUSSIA PREZZO DIMEZZATO'
GAETANO PEDULLA A L ARIA CHE TIRA
(Adnkronos) - "Basterebbe che la premier Giorgia Meloni annunciasse che l'Italia ricompra il gas e il petrolio dalla Russia: immediatamente il costo del petrolio si dimezzerebbe. Non scenderebbe di qualche centesimo, si dimezzerebbe. Famiglie e imprese pagherebbero la bolletta energetica la metà".
Lo dice Gaetano Pedullà, eurodeputato del Movimento 5 Stelle (The Left), all'Adnkronos, durante la diretta di "Lavori in Corso" dal Parlamento europeo. Tuttavia, prosegue l'eurodeputato, il governo italiano non prende questa iniziativa "perché c'è una posizione ideologica, c'è una subalternità agli Stati Uniti che in questa situazione sono quelli che stanno godendo di più. Il gas ce lo vendono loro, e ce lo vendono a un prezzo che le imprese europee non si possono permettere, e non se lo possono permettere, purtroppo, nemmeno le famiglie italiane che hanno a che fare con le bollette".
giuseppe conte e vladimir putin
Rispetto al possibile intervento sulle accise mobili paventato dal governo italiano, Pedullà sottolinea che inciderebbe "per qualche centesimo" sul costo dell'energia "a fronte di una situazione ingestibile, con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. Servono misure molto più radicali in una situazione così straordinaria. Dovremmo poter anche derogare dal patto di stabilità, dovremmo avere anche la possibilità di dare ai governi strumenti per consentire che a pagare il prezzo di questa schifosa guerra non siano famiglie e imprese", come l'acquisto di idrocarburi russi.
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