marina berlusconi antonio tajani

MARINA BERLUSCONI QUANDO LO FA UN REPULISTI IN FORZA ITALIA? - DOPO LA CLAMOROSA SCONFITTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA (IL 18% DEGLI ELETTORI DI FORZA ITALIA HA VOTATO “NO”), TAJANI S'E' RIVELATO PER QUEL CHE E': UN MERLUZZONE TRAVESTITO DA LEADER - IERI LA FIGLIA DI BERLUSCONI, “AZIONISTA DI MAGGIORANZA” DEL PARTITO CON I 90 MILIONI DI FIDEIUSSIONI CONCESSI DAL PADRE, HA INIZIATO IL PRESSING CON UN GIRO DI TELEFONATE. SONO MESI CHE MARINA E PIER SILVIO AUSPICANO UN “RINNOVAMENTO” MA IL SEGRETARIO E LA SUA “BANDA DI LAZIALI” RESISTONO – STAVOLTA MARINA CHIEDE A TAJANI DI “ACCOMPAGNARE IL RINNOVAMENTO”. IN CASO CONTRARIO, LO IMPORRÀ…

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Estratto dell’articolo di Alfonso Raimo per www.huffingtonpost.it

 

marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 4

Fallito il referendum sulla separazione delle carriere, c’è solo una carriera che rischia di essere separata. Quella di Antonio Tajani che potrebbe non essere più il frontman di Forza Italia alle prossime politiche. Dopo averlo molto minacciato, Marina Berlusconi è intenzionata a passare alle vie di fatto.

 

A quanto si apprende lo ha annunciato a chiare lettere nelle telefonate che ha fatto ieri, dopo il voto che ha visto prevalere il no. La presidente di Fininvest si era spesa in prima persona come non era mai avvenuto, con lettere ai giornali, interviste e parlando finanche al seggio.

 

“Il voto è una grande occasione che non dobbiamo assolutamente lasciarci sfuggire. La dedica è agli italiani”, ha detto lasciando le urne. Chi glielo doveva dire che una parte consistente di Forza Italia, il 17,9 per cento secondo Opinio Italia per la Rai, aveva votato contro la riforma simbolo del berlusconismo?

 

antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia

Lei a quanto si apprende se n’è lamentata con lo stesso Tajani. “Ma com’è possibile? Siamo il partito di centrodestra che ha votato di più contro la riforma che noi per primi abbiamo chiesto di realizzare?”, ha chiesto sbigottita.

 

Il segretario non ha saputo fornire spiegazioni plausibili. Ma un particolare spiega bene il livello di tensione dentro agli azzurri e anche la divaricazione di fondo. Quando sulla Rai hanno mostrato il sondaggio, dal quartier generale di Forza Italia è partita una telefonata al sondaggista. “Ma come ti permetti?”. E lui a difendersi: “Che c’entro io, faccio solo il mio lavoro”.

 

Nel day after, le chat dove di solito i vertici di Forza Italia comunicano le iniziative di partito tacciono in maniera eloquente. Nessuno si azzarda a parlare di quello che ognuno vede: un flop clamoroso.

 

SONDAGGIO OPINIO RAI SUI VOTI DEI PARTITI AL REFERENNDUM

Che si potrebbe osservare da diversi punti di vista, ma forse conviene scendere nell’ex granaio forzista, la regione del famoso sessanta (collegi) a zero ai tempi di Berlusconi padre, che oggi è guidata dall’azzurro Schifani, dove FI ha il più alto numero di tessere, 50mila, il gruppo consiliare più corposo, e alle politiche è andata in doppia cifra. Il voto restituisce un quadro sconfortante: la peggiore affluenza d’Italia, al 46 per cento.  E il no che vince con il 61 per cento, meglio (o peggio) della rossa Emilia Romagna.

 

Il gruppo dirigente vicino ad Antonio Tajani nega su tutta la linea. “Se si fosse votato il primo marzo, come era previsto in origine, avremmo vinto”, spiega a Huffpost Paolo Barelli, capogruppo alla Camera. “Non ci sarebbe stata la guerra, non ci sarebbe stato l’aumento della benzina…”.

 

marina berlusconi con la maglietta dei journalai

Non avete proprio niente da rimproverarvi? “Io ho letto che il voto è stato politico, o no? L’hanno scritto i giornali che era un voto contro il governo. E allora, che volete? O forse insinuate che Occhiuto e Schifani hanno detto di non andare a votare? Al Sud si vota di meno, si sapeva”.

 

Ma i voti forzisti per il no? “E chi lo dice? Io so che Tecnè dice che non ci sono”. Marina Berlusconi è delusa. Non vi sentite messi in discussione? “Lo dite voi giornalisti che Marina è delusa. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo”.

 

[…]  Marina […] è preoccupata che il partito finisca col farsi travolgere da una linea politica troppo accondiscendente col governo. Su questo – spiegano- il caso Delmastro ha segnato un punto di non ritorno. “Dovevamo chiederle noi per primi le dimissioni. Ecco perché al referendum ci hanno votato contro”, spiegano nel partito.

 

Quale che sia la motivazione, la gestione Tajani sembra al capolinea. La presidente di Fininvest ha più volte annunciato un rinnovamento che fino ad ora ha sempre rinviato, per evitare rotture, per non dare l’immagine di un partito rissoso. Ma referendum a parte, oggi l’ultima rilevazione dà gli azzurri al 7,8 per cento. E dunque è il tempo di fare qualcosa prima che sia tardi, ha detto a più interlocutori. Di dare il via, cioè, a quella “fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro” che aveva annunciato un mese fa.

 

tajani barelli

A quanto si apprende, Berlusconi chiede a Tajani di accompagnare il rinnovamento. In caso contrario è decisa ad imporlo. Ad esempio fermando i 20 congressi regionali – i primi nella storia di Forza Italia, previsti nel 2026 – che Tajani vorrebbe blindare con un regolamento che favorisce esponenti vicini a lui. Ma soprattutto, cambiando i vertici di partito prima del congresso nazionale previsto per inizio 2027.

 

Oggi tutti i vertici sono espressione di Roma e del Lazio a cominciare da Tajani e dai due capigruppo. “Non può essere, bisogna aprire il partito. Svecchiarlo”. Volti su cui puntare già ci sono: Giorgio Mulè, che è stato il frontman del Sì, ma anche Debora Bergamini, Roberto Occhiuto, Alessandro Cattaneo. A Marina Berlusconi non basta. Vuole un volto nuovo a rappresentare Forza Italia alle prossime politiche. Tajani può decidere se adeguarsi o subire. Non c’è una terza via.

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