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LE ELEZIONI SI AVVICINANO E LA SINISTRA, A CORTO DI IDEE, RICICCIA CON ELLY SCHLEIN IL TORMENTONE "PATRIMONIALE" - LA DESTRA INSORGE, RENZI E I 5 STELLE SI DISSOCIANO E ANCHE TRA I DEM C’È CHI TEME LO STIGMA DEL “PARTITO DELLE TASSE”. PARLARE DI PATRIMONIALE SPAVENTA GLI ELETTORI: IL CHE È ABBASTANZA INCREDIBILE IN UN PAESE IN CUI QUASI SEI MILIONI DI PERSONE HANNO PROBLEMI A PAGARSI LE CURE MEDICHE, E OLTRE IL 49% DELLA RICCHEZZA È CONCENTRATO NELLE MANI DEL 5% DELLE FAMIGLIE – ALMENO CAMBIATE IL NOME: IL "CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ" DELL'1,3% PER CHI DETIENE OLTRE DUE MILIONI DI EURO PROPOSTO DA LANDINI...

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Francesca Schianchi  per la Stampa - Estratti

 

Ne è passato di tempo dal manifesto con panfilo in primo piano e slogan mutuato e corretto da una telenovela messicana: «Anche i ricchi piangano».

MANIFESTO RIFONDAZIONE COMUNISTA 2006 PER LA PATRIMONIALE

 

Era il 2006, Rifondazione comunista al governo con l'Unione proponeva in quel modo la patrimoniale, ne nacque un vespaio di polemiche (l'allora vicepremier Massimo D'Alema, ricordano gli autori, lo battezzò il manifesto più cretino che avesse mai visto) e un nulla di fatto. In questi vent'anni carsicamente è riemersa, giusto il tempo di scatenare qualche indignato commento sulle mani nelle tasche degli italiani e spegnersi nello spazio di un mattino: ora, l'imposta sui patrimoni, la tassa sui ricchi, o sui super-ricchi, insomma un modo per fare pagare di più chi possiede (molto) di più, torna nel dibattito.

 

schlein landini conte

A pronunciare la fatidica parola, inspiegabilmente più impopolare di una malattia, la segretaria del Pd Elly Schlein, incalzata in tv da Luca Sommi: lei vorrebbe una patrimoniale europea, lo ha detto tante volte, per evitare che una montagna di ricchezza non faccia altro che spostarsi da un confine all'altro, ma sì – concede con una certa riluttanza – se ne può parlare anche a livello italiano, non è un tabù, se ne discuterà tra alleati.

landini schlein d alema

 

Sa bene di toccare un altro di quegli argomenti che, al pari dell'Ucraina o del riarmo, rischia di spaccare come una mela campo largo e Pd stesso. E di fornire un assist alla destra, che infatti ci salta sopra a tempo record: «La sinistra vuole più tasse per tutti!», lancia l'allarme il ministro Tajani, in veste leader di Forza Italia.

 

Perché comunicativamente parlare di patrimoniale spaventa. Il che è abbastanza incredibile in un Paese in cui quasi sei milioni di persone hanno problemi a pagarsi le cure mediche, e oltre il 49 per cento della ricchezza – dati Oxfam – è concentrato nelle mani del 5 per cento delle famiglie. Si potrebbe tranquillamente dire che il restante 95 per cento non rischia alcun prelievo, eppure.

imposta patrimoniale

 

Anche nell'ambito della costituenda coalizione, parla di errore «tattico e strategico» il leader di Italia viva Matteo Renzi; «non è un tema nel programma», taglia corto la vicepresidente dei Cinque stelle Vittoria Baldino. A sostenere con entusiasmo la proposta, solo Alleanza Verdi-sinistra: neppure tra i dem, pure Schlein ne è consapevole, sono tutti d'accordo.

 

Ieri sul Corriere della Sera il senatore riformista Filippo Sensi lo ha dichiarato: «Non penso sia quello di cui ha bisogno la nostra economia». E se altri al momento non si espongono, in attesa di capire quanto le dichiarazioni della segretaria siano volatili o possano invece solidificarsi in una proposta, basti ricordare cosa avvenne nel 2020, esecutivo Conte due, Pd al governo coi Cinque stelle:

schlein landini

 

il deputato dem Matteo Orfini presentò con il collega oggi leader di Avs Nicola Fratoianni un emendamento alla finanziaria, aliquota dello 0,2 per cento a partire dai 500mila euro, con prelievo crescente al crescere del patrimonio. Il Pd prese le distanze pubblicamente - «iniziativa individuale che non impegna il gruppo» - e l'emendamento finì sepolto in qualche commissione e dimenticato.

 

imposta patrimoniale

(…) Nell'autunno scorso, quando, in occasione della Finanziaria, fu Maurizio Landini a nome della Cgil a proporre un «contributo di solidarietà» dell'1,3 per cento per chi detiene oltre due milioni di euro, fu direttamente la premier Meloni a intervenire: «Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al governo, non vedranno mai la luce».

 

Con un eventuale campo largo a Palazzo Chigi, è tutto da vedere se una legge di quel tipo potrebbe mai essere adottata. Bisogna vedere quale proposta, con quale aliquota, su quale base imponibile, è quello che ripetono in tanti fra i dem. Una cosa è certa: siccome pure la comunicazione vuole la sua parte, anzi ne vuole in quantità, il suggerimento che mormorano all'orecchio di Schlein è di evitare come la peste la sfortunata definizione di patrimoniale.

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