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SI VEDE CHE ELLY STA ALL’OPPOSIZIONE E NON DEVE DARE RISPOSTE CONCRETE ALL’ITALIA – LA SCHLEIN RISPONDE ALL’AD DI ENI, CLAUDIO DESCALZI, CHE ALLA CONVENTION DI FORZA ITALIA HA LODATO L’EGITTO PER LE FORNITURE DI METANO DOPO LO STOP AL GAS RUSSO ("QUESTI SONO PAESI CHE SE DAI RICEVI"): “PENSO CHE L'ITALIA NON POSSA CONSIDERARE LA MANCATA COLLABORAZIONE DELL'EGITTO SULL'OMICIDIO DI GIULIO REGENI COME UN PREZZO DA PAGARE SULL'ALTARE DEGLI INTERESSI ECONOMICI…”
"Penso che l'Italia non possa considerare la mancata collaborazione dell'Egitto sull'omicidio di Giulio Regeni come un prezzo da pagare sull'altare degli interessi economici". La segretaria del Pd Elly Schlein da Treviso risponde all'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, che ieri dal palco della convention di Forza Italia a Milano ha detto: "L'Egitto ci ha aiutato rinunciando ai suoi carichi quest'estate per mandarli in Italia per riempire gli stoccaggi. Questi sono Paesi che se dai ricevi".
claudio descalzi foto di bacco (20)
Oggi la segretaria dem chiede "se tra le cose da dare per ricevere è considerata anche l'impunità dei torturatori e degli assassini di Giulio Regeni, un ricercatore italiano, europeo, per il quale ancora dopo anni portiamo il braccialetto al polso per chiedere verità a giustizia. O la liberazione di Patrick Zaki - commenta a margine di un incontro elettorale a Treviso - Penso che l'Italia non possa considerare la verità e la giustizia sull'omicidio e le torture di Giulio Regeni e la mancata collaborazione dell'Egitto, un prezzo da pagare sull'altare degli interessi economici.
Chiedo al Governo se questa è la strada che intende intraprende come strategia energetica per il futuro dell'Italia, continua Schlein citando poi tra i punti di crisi con la diplomazia del Cairo, oltre a Regeni, "la liberazione di Patrick Zaki, o i diritti calpestati delle donne e degli uomini egiziani incarcerati per il legittimo dissenso". La segretaria del Pd si è detta convinta che "passare dalla dipendenza dalle fonti fossili di Putin e della Russia, alla dipendenza dalle fonti fossili di altri regimi, non sia la soluzione per questo Paese, che invece ha un grandissimo potenziale non sfruttato sull'energia pulita e rinnovabile, democratica".
Ieri Descalzi, intervenendo alla convention di Forza Italia, ha spiegato che la rapidità con cui l'Italia è riuscita a sopperire al taglio delle forniture del gas russo è legata alle "radici profonde" che il nostro Paese e l'Eni hanno costruito in Paesi come l'Egitto, l'Angola, l'Algeria, il Congo, il Mozambico. "Investire nel tempo, rispettare gli altri, prendere dei rischi con chi ha bisogno, quindi diventare credibili, è quello che ci ha dato la capacità di questa diversificazione […]".
[…] Servono dunque "radici profonde in questi Paesi" e l'Eni è riuscita a sopperire velocemente alla carenza di gas russo perché "abbiamo continuato a investire in questi Paesi, dando circa l'80% del gas per lo sviluppo locale, per l'accesso all'energia, per elettricità, per fare sviluppo e crescita, prendendo dei rischi con loro, perché è più semplice prendere il gas ed esportarlo", ha detto ancora Descalzi.
Questo è "anche il segreto per cui siamo rimasti in Libia durante la guerra", dove "noi produciamo gas che al 70% va al mercato locale" a differena delle altre compagnie che esportano petrolio. "Abbiamo preso dei rischi per loro, e nel momento in cui l'Europa e l'Italia hanno avuto bisogno siamo riusciti a parlare con questi Paesi per aumentare l'export verso l'Italia" anche "con un tempo di realizzazione molto veloce". […]
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