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Da "il Foglio"
L'Italia dimentichi gli Eurobond, la Germania si scordi il super commissario, anche il bilancio autonomo della zona euro dovrà aspettare. Nel rapporto presentato ieri dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, le grandi riforme istituzionali per dare una nuova architettura alla moneta unica sono state rinviate al 2015. Al vertice della prossima settimana, i leader europei dovrebbero adottare una "road map" in tre tappe. La prima, teoricamente già avviata, è ancora tutta da completare.
Supervisione bancaria alla Bce, direttiva sulle garanzie dei depositi, modalità per permettere al Fondo salva stati di ricapitalizzare direttamente le banche: sono tutte questioni urgenti, ma su cui i ministri delle Finanze faticano a trovare compromessi. Nella seconda tappa, tra il 2013 e il 2014, la grande novità è rappresentata dagli "accordi di natura contrattuale" tra gli stati membri e le istituzioni europee sulle riforme strutturali pro crescita. Ma mancano gli incentivi, come l'utilizzo di risorse europee per premiare chi realizza gli obiettivi contrattuali.
L'immaginazione di Van Rompuy è limitata sulla solidarietà . Nella seconda tappa è prevista la creazione di un'Autorità di risoluzione delle banche in crisi, ma non c'è la garanzia unica europea sui depositi. Nella terza tappa dovrebbe arrivare il bilancio autonomo della zona euro per proteggere l'Europa dagli choc economici asimmetrici, ma le altre idee su una federalizzazione della zona euro - dalla mutualizzazione del debito al super commissario con il potere di veto sui bilanci nazionali - sono scomparse. Nella bozza di conclusioni del vertice si evoca la possibilità di ulteriori trasferimenti di sovranità che richiederanno modifiche dei trattati.
Ma il Consiglio europeo discuterà della terza tappa soltanto alla fine del 2014, "dopo le elezioni di un nuovo Parlamento europeo e la nomina di una nuova Commissione". Poi occorrerà aspettare ancora una Convenzione, una Conferenza intergovernativa, le ratifiche e i referendum.
Tutta questa calma, nel giorno in cui la Bce rivede al ribasso le stime di crescita del pil europeo per il 2012 e anche per il 2013, e in cui il presidente della Banca europea Mario Draghi ripete che l'accordo sulla vigilanza unica bancaria non solo resta "cruciale", ma non può attendere a lungo. Ma senza la pressione dei mercati, si torna al business as usual: se tutto andrà bene, la nuova zona euro vedrà la luce nel 2018. Sempre che la vecchia non sia scomparsa prima.
Van Rompuy e Catherine Ashton
monti van rompuy
VAN ROMPUY ATTACCATO DA NIGEL FARAGE AL PARLAMENTO EUROPEO
MARIO MONTI EUROPA
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