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FRENI TIRATI – SFUMA LA CANDIDATURA DEL LEGHISTA FEDERICO FRENI A PRESIDENTE DELLA CONSOB (CARICA VACANTE DA QUASI UN MESE) : C’È UN PROBLEMA DI INCOMPATIBILITÀ INSUPERABILE. FRENI HA LE DELEGHE SUI TEMI PER I QUALI ANDREBBE A SVOLGERE IL RUOLO DI CONTROLLORE, E SAREBBE UNA VIOLAZIONE SFACCIATA DELLA LEGGE FRATTINI. SUL TAVOLO CI SONO TRE NOMI ALTERNATIVI: QUELLO DI GIAN LUCA GREGORI, PRESIDENTE DI WEBUILD, CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DI TERNA, FEDERICO CORNELLI, GIÀ COMMISSARIO CONSOB E  DONATO MASCIANDARO, PROFESSORE ALLA BOCCONI E CONSIGLIERE DI GIORGETTI...

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Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse

[…] C'è comunque una decisione da prendere ormai quasi da un mese, e riguarda il futuro della Consob.

 

L'8 marzo il presidente Paolo Savona è scaduto e la società di controllo sulla Borsa è governata dal collegio dei quattro commissari. Sul tavolo del Consiglio dei ministri del 20 gennaio era approdato il nome del sottosegretario al Tesoro Federico Freni, saltato all'ultimo per il veto di Antonio Tajani alla sua nomina. Da allora - di emergenza in emergenza - la questione è stata sempre rinviata.

 

GIAN LUCA GREGORI

Le scadenze obbligate delle assemblee delle partecipate ora costringono Palazzo Chigi a una scelta.

 

A lungo la Lega ha tentato di tenere in vita la candidatura di Freni, il quale gode di stima fra i colleghi ma ha un handicap difficilmente superabile: per il governo ha le deleghe sui temi per i quali andrebbe a svolgere il ruolo di controllore, e sarebbe una violazione sfacciata della legge Frattini sulle incompatibilità negli incarichi pubblici.

 

Sul tavolo ci sono tre nomi alternativi: quello di Gian Luca Gregori, presidente di Webuild, consigliere di amministrazione di Terna e molto stimato da Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida. Anche lui però ha un neo: è professore di Economia e gestione delle imprese, ovvero non si occupa di finanza e non ha il background richiesto per quella poltrona.

 

DONATO MASCIANDARO

Di qui la sopravvivenza di altre due candidature più adeguate anche se meno sostenute dalla politica.

 

Quella di Federico Cornelli, già commissario Consob e con un lungo curriculum europeo. E quella di Donato Masciandaro, professore alla Bocconi.

 

Il primo è il candidato più gradito ad Antonio Tajani, il secondo ha il sostegno ancor più pesante del ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti.

 

Cornelli può però contare a sua volta su un piccolo vantaggio: la sua nomina a presidente libererebbe un posto da commissario, che la Lega potrebbe rivendicare per sé come compensazione per la mancata nomina di Freni.

 

FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA

La decisione finale dipenderà dagli equilibri complessivi fra i partiti: molto spesso hanno la meglio sul curriculum dei candidati a questa o quella poltrona.

paolo savona foto di bacco (3)