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GIORGIA MELONI PROVA A CAVALCARE IL CASO DELLA "FAMIGLIA DEL BOSCO" PER RACIMOLARE QUALCHE VOTO IN VISTA DEL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA - FURBESCAMENTE, LA PREMIER NON SCENDE IN CAMPO DIRETTAMENTE PER FARE CAMPAGNA ELETTORALE, MA UTILIZZA IL CASO DI CRONACA PER ATTACCARE I MAGISTRATI E TIRARE LA VOLATA PER IL "SÌ" - IERI, LA DUCETTA HA CRITICATO LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI ALLONTANARE I TRE FIGLI DALLA MADRE - SECONDO "YOUTREND", IL FRONTE DI CHI SI OPPONE ALLA RIFORMA DEL GOVERNO È IN VANTAGGIO - MELONI È PREOCCUPATA. LA GUERRA IN IRAN, OLTRE A ESSERE UNA TRAGEDIA, NON L’AIUTA. L’INCERTEZZA È MASSIMA E LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI NEL SUO OPERATO È AI MINIMI (SOLO IL 32%)
Estratto dell'articolo di Daniela Preziosi per “Domani”
catherine birmingham nathan trevallion
«Senza parole». Giorgia Meloni torna ad attaccare dai social la magistratura per l’ultimo provvedimento sul caso della «famiglia nel bosco»: il tribunale dei minorenni di L’Aquila ha deciso di affidare ai servizi sociali i tre bambini, una decisione «dal chiaro tenore ideologico». Lo sprint della premier contro i magistrati, per tirare la volata al Sì, riparte dunque da dove era iniziato. E cioè dall’uso di un doloroso caso di cronaca.
Per palazzo Chigi l’ultimo sondaggio che dà il No vincente al referendum del 22 e 23 marzo è la goccia che fa tracimare il panico. Secondo Youtrend il No è avanti anche in uno scenario con un’affluenza alta, in realtà altissima, stimata al 57,3 per cento. Fin qui Meloni era (stata) convinta che in caso di assalto alle urne – questo sarebbe un’affluenza del genere ad un referendum – il Sì avrebbe prevalso.
Invece al settimo giorno di guerra di Iran, e a meno due settimane dal giorno X, il vento sembra girare. In realtà i sondaggi ballano di pochi punti, quelli che i tecnici definiscono «margine di errore». Ma tanto basta per sgretolare le certezze di era convinto di vincere.
Gli indizi della fifa blu affiorano nelle iniziative. Giovedì sera il vicepremier Antonio Tajani, intervenendo al consiglio nazionale di Forza Italia riunito alla Camera, ha paventato scenari foschi: «Dobbiamo fare in modo che la partita non la giochino attraverso i brogli».
famiglia nel bosco - catherine birmingham nathan trevallion
Il forzista ha riferito che Roberto Occhiuto (presidente della Calabria, ndr) ha intercettato «l’ordine di annullare più schede possibili». C’è apprensione anche per il voto all’estero, iniziato da una settimana: lì, ha detto Tajani, «dobbiamo essere particolarmente attivi».
Le schede devono arrivare ai consolati entro giovedì 19. Per il voto degli italiani all’estero Arianna Meloni e Giovanni Donzelli hanno stretto un patto con il Maie, Movimento associativo Italiani all’estero, potentissimo in Argentina, un bacino potenziale da un milione di voti.
Lì è il No a denunciare episodi dubbi. Per il deputato dem Fabio Porta c’è stata «una grave violazione delle regole elettorali» da parte del Comites di Rosario, secondo per numero di elettori dopo Buenos Aires. Ha diffuso un facs-simile di scheda che illustra un esempio di voto: quello per il Sì.
Nervosismo anche a casa Lega. Fdi e Fi fanno circolare lamentele per l’inerzia partito di Salvini. Accuse velenose, secondo il leader, che dopo una riunione milanese con i colonnelli ha vergato un comunicato per ribadire che fin qui è stato «profuso» un grande impegno, «con centinaia di gazebo e incontri sul territorio», che «proseguirà sino all’ultimo».
Meloni è preoccupata. La guerra in Iran, oltre a essere una tragedia, non l’aiuta. L’incertezza è massima. I sondaggi non hanno accolto bene neanche l’accelerata sulla legge elettorale. Qualsiasi sia la causa, sempre secondo Youtrend (per SkyTg24) nel paese la fiducia in lei sta scendendo (giudizi positivi al 32 per cento, meno due punti). Serve una sterzata. [...]
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