IL GOVERNO LETTA APPLICA AD ALITALIA L’UNICA STRATEGIA CHE CONOSCE: IL RINVIO! - INIEZIONE DI SOLDI PER SOPRAVVIVERE, POI SI VEDE

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Lucio Cillis per "La Repubblica"

Il governo appeso ad un filo chiama banche, creditori e azionisti al capezzale di Alitalia. Ieri pomeriggio il premier Enrico Letta, presenti anche i ministri dello Sviluppo Flavio Zanonato e dei Trasporti Maurizio Lupi (dimissionario), ha chiamato a raccolta tutti gli attori del dramma-Alitalia e invitato qualche spettatore interessato in un doppio round di incontri che si ripeterà lunedì prossimo.

In agenda il salvataggio- lampo del vettore in crisi che rischia di veder sfumare il sostegno da parte del partner Air France.

In gioco c'è la sopravvivenza della compagnia, ormai legata ad un nuovo prestito ponte che la traghetti oltre l'inverno prima di discutere di un eventuale ingresso di soci esteri o della sua nuova statalizzazione.

A fine serata con un comunicato, Palazzo Chigi ha spiegato che il tavolo «ha affrontato la situazione di difficoltà di Alitalia discutendo diverse ipotesi per superare l'attuale fase congiunturale ». Enrico Letta, 24 ore prima del voto di fiducia sul suo governo (a dimostrazione della drammaticità del momento pure per Alitalia) ha tracciato la nuova rotta della compagnia incassando un'ancora teorica disponibilità dei presenti ad offrire aiuto al vettore.

La via maestra sembra essere questa: evitare oggi il fallimento, dotando l'azienda di mezzi sufficienti a superare senza scossoni il 2013, per poi andare al tavolo con maggiore credibilità a trattare col possibile acquirente.

Tra l'altro la presenza alla riunione di Sace (società che si occupa di assicurazione del credito, protezione degli investimenti, garanzie finanziarie, sotto l'ala della Cassa depositi e prestiti) ufficialmente viene sfumata: si parla di Sace solo come "esattore" di un credito da 80 milioni di euro di biglietti venduti, e mai incassati, vantato dalla compagnia nei confronti del Venezuela. Ma il governo avrebbe tentato (per ora senza successo) di coinvolgere in maniera attiva nel dossier Alitalia la cassaforte del Tesoro.

Altre indiscrezioni rivelano i temi trattati dal vertice a Palazzo Chigi: durante la riunione sarebbe stato chiesto ai creditori, da Eni a Adr, un allungamento dei tempi di pagamento di 120 giorni. Nessuna rottura su questo punto anche se le posizioni restano lontane: ad esempio, secondo fonti aeroportuali i crediti vantati dal gestore dello scalo romano di Fiumicino ammonterebbero a circa 120 milioni (parte dei quali contestati dal debitore Alitalia). E oggi le necessità complessive della compagnia sarebbero prossime ai 265 milioni di euro: 110 attraverso l'impegno delle banche e altri 155 con la sottoscrizione da parte dei soci dell'aumento di capitale più l'inoptato.

Non è mancata poi la replica a distanza di Air France-Klm, giunta ieri in serata per bocca del suo numero uno: al giornale Les Echos Alexandre de Juniac ha detto di aver posto ad Alitalia «condizioni molto severe. Non posso entrare nel dettaglio di queste condizioni - ha aggiunto - perché, al momento, sono oggetto di negoziazione, ma se le condizioni che riteniamo indispensabili non saranno accolte, non andremo lontano. Ma se Alitalia, insieme a noi, si doterà dei mezzi per il suo sviluppo in modo sostenibile a medio e lungo termine, noi l'accompagneremo in questo cammino di riconquista».

De Juniac ha concluso spiegando che «Air France-Klm-Alitalia, se un giorno saranno unite, potrebbero diventare molto grandi». A questo punto, diventano fondamentali i prossimi appuntamenti: si comincia domani con la riunione del cda Alitalia per un nuovo round Italia-Francia che potrebbe chiarire se esiste un futuro per la compagnia e l'alleanza. Un altro vertice è previsto lunedì a Palazzo Chigi. E a metà mese l'assemblea dei soci chiamati a sottoscrivere l'aumento di capitale.

 

alitalia vignettaALITALIAairfrance_logoAirFranceAlexandre de Juniacfrederic gagey e alexandre de juniac Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta GABRIELE DEL TORCHIORoberto Colaninno e Franco De Benedetti