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LE GRANDI PURGHE DI XI – TRE SILURATI NEL POLITBURO, MILITARI ALLONTANATI DALLE STANZE DEL POTERE E ONDATE DI EPURAZIONI NEL PARTITO COMUNISTA CINESE, XI JINPING FA “PULIZIA” SUL MODELLO DI MAO E STALIN – GLI ANALISTI: “SONO COLPITI SEMPRE PIÙ ANCHE COLORO CHE AVEVANO AIUTATO A EPURARE I PRECEDENTI NEMICI” – IL POTERE SI È CONCENTRATO SEMPRE PIÙ NEL VERTICE PARTITO, OVVERO I SETTE COMPONENTI IL COMITATO PERMANENTE DELL’UFFICIO POLITICO...
Estratto dell’articolo di Michelangelo Cocco per “Domani”
Qualche giorno fa Ma Xingrui è diventato il terzo membro dell’ufficio politico, la leadership allargata del Partito comunista cinese, a finire sotto la scure dell’anticorruzione dal 2022, dall’ultimo congresso.
L’annuncio dell’indagine su Ma (che comporta di fatto la sua decadenza) da parte della commissione centrale di vigilanza (Ccdi) è stato dato dall’agenzia Xinhua, che ha parlato di «gravi violazioni disciplinari e di legge», ovvero, nel gergo del Pcc, corruzione.
Fatto sta che la caduta di tre teste nel Politburo in un periodo così breve non si vedeva dai tempi delle purghe di Mao Zedong. [...]
Negli ultimi mesi, l’anticorruzione aveva già silurato i generali He Weidong e Zhang Youxia, membri della Commissione militare centrale (Cmc) e dell’ufficio politico. Il settore aerospaziale (del quale Ma è stato ai vertici per un ventennio dalla metà degli anni Novanta), come le forze armate, è interessato da una imponente modernizzazione (con relativi, massicci finanziamenti), accompagnata dal boom di mazzette milionarie.
[...] Dunque l’accusa ufficiale, quella di corruzione, che ha interrotto la carriera politica di Ma, He e Zhang, apparentemente è plausibile. I tre però sono leader promossi (Ma e He) o confermati (Zhang) nel Politburo da un congresso, il XX (16-22 ottobre 2022), in occasione del quale Xi aveva già il pieno controllo del partito: funzionari ascesi al vertice per volontà del segretario generale scoperti con le mani nella marmellata? Per capire il significato del continuo tintinnio di manette che turba il sonno delle alte sfere del partito è utile osservare cosa ha prodotto finora.
La Cmc – l’organismo politico-militare che comanda e controlla l’esercito – è stata, per effetto della somma delle ultime e delle precedenti epurazioni, di fatto, cancellata. Dei sette membri originari, restano solo Xi, che la guida, e Zhang Shengmin, che ne è il vice presidente e, soprattutto, il capo dell’organismo interno che dirige le inchieste. E, con la rimozione di He e Zhang, i militari non sono più rappresentati nell’ufficio politico, i cui componenti si sono ridotti da 24 a 21.
Solo una coincidenza? Xi ha portato all’estremo l’indicazione maoista secondo cui «il partito comanda il fucile e mai dobbiamo permettere che il fucile comandi il partito». E l’essersi sbarazzato di ingombranti graduati potrebbe essergli servito anche per inaugurare – dopo le aggressive manovre militari degli ultimi anni – un nuovo corso, più conciliante con Taiwan, annunciato durante il recente incontro a Pechino con la leader del Kuomintang, Cheng Li-wun.
XI JINPING - DISCORSO DI FINE ANNO 2025
L’altra conseguenza di quest’ondata di epurazioni eccellenti è che il potere, all’interno di quello che resta un partito leninista, si è concentrato sempre più nel suo vertice, ovvero i sette componenti il comitato permanente dell’ufficio politico (il governo di fatto del paese) e, in particolare, Xi, che lo presiede.
Si tratta di un esito rivendicato pubblicamente dal partito di Xi, secondo cui questo accentramento senza precedenti risponde alla necessità di portare avanti lo sviluppo della Cina in una fase in cui il paese viene descritto come una «nave in mezzo a una tempesta». Le guerre e le tensioni con gli Stati Uniti rendono il partito sempre più sospettoso, dei suoi stessi funzionari.
[...]
Serghei Lavrov e xi jinping a pechino
Le statistiche ufficiali dicono che, dal 2012, oltre 2,3 milioni di funzionari sono stati perseguiti penalmente, e diversi milioni altrimenti sanzionati. Nel 2024 sono state punite circa 889mila persone: circa 680mila per violazioni interne al partito e circa 270mila con sanzioni amministrative. Tra loro, anche 73 funzionari di livello ministeriale e 4.348 di livello dipartimentale.
Per il 2025 – si tratta ancora di stime – si parla di 1 milione di indagati dalla Ccdi, nella cui rete sono finiti decine di generali. L’anticorruzione, in un paese in cui le possibilità di arricchimento illecito non mancano, è diventata lo strumento perfetto per una “campagna di rettifica” permanente degli iscritti, alti funzionari inclusi. I membri del gongchandang – ripete Xi – devono mantenersi «puri e fedeli allo spirito delle origini», quello della Lunga marcia.
Eppure sembrano smentirlo le statistiche ufficiali. Che confermano che la corruzione appare non estirpabile, e ciò rappresenta un problema politico per il partito, anche se tra ampi strati della popolazione la campagna contro «mosche e tigri» per combatterla resta molto popolare.
D’altra parte la campagna resa permanente segnala che il partito comunista si è rassegnato a convivere col malaffare, e che lo utilizza per «rinnovarsi», grazie a un’organizzazione che permette di rimpiazzare continuamente i funzionari corrotti e infedeli.
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