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Eugenio Occorsio per “la Repubblica”
Aste del Tesoro sospese, banche sotto pressione in Borsa con la possibilità che la Consob ne sospenda la contrattazione, spread che s’impenna a quota 300. È uno scenario da Armageddon quello della Grexit. La speranza che resti un’astrazione è fondata visti gli sviluppi più distensivi delle ultime ore, ma per non farsi trovare impreparati i tecnici del Tesoro, di Palazzo Chigi, della Banca d’Italia, stanno predisponendo i piani d’emergenza. Nulla trapela dai palazzi della finanza pubblica, ma è possibile, sulla base delle indicazioni fornite da economisti indipendenti, valutare alcune delle ipotesi verosimilmente in discussione, sempre con la premessa che la loro attuazione non è lo scenario più probabile.
franco bassanini pier carlo padoan
Banche . Quelle italiane sono esposte per 800 milioni con la Grecia, fra titoli del Tesoro, obbligazioni e azioni. «Le possibilità di recupero si ridurrebbero molto in caso di Grexit. Per l’effetto-domino gli istituti italiani sono i più esposti ma in tutta Europa i contraccolpi sarebbero violenti», spiega Rainer Masera, già ministro del Bilancio. «È probabile un calo delle quotazioni, a cui si potrebbe rispondere in due modi: sospendendo le banche più penalizzate e intensificando la pressione sulla Bce perché intervenga con un ampliamento del quantitative easing ( misura che alcune fonti danno per probabile addirittura il 5 giugno, ndr ) sia con ulteriori misure di sostegno finanziario». Una cifra che circola è di 2-300 miliardi per tutto. Viene esclusa la corsa agli sportelli (e la chiusura per qualche giorno di cui pure si è parlato) anche in caso di Grexit.
Bce. Il tormento di Draghi è di non essere riuscito a completare l’Unione bancaria. «L’operazione — spiega Brunello Rosa, capo economista del Roubini Global Economy — si compone di tre gambe: l’unione vera e propria che è fatta per le 130 maggiori banche; la garanzia comune dei depositi che invece è in alto mare come qualsiasi misura che preveda aiuti transnazionali; il meccanismo di risoluzione che è finanziato per ora solo con 80 miliardi, pochi se accade il peggio, e entrerà in vigore fra 8 anni. Tutti sarebbero più tranquilli se il pacchetto fosse già chiuso».
MARIO MONTI RAINER MASERA - Copyright Pizzi
Tesoro. Quando lo spread era a 400, Draghi disse che per metà era colpa del Paese e per metà del sistema Europa. Questi ultimi 200 punti rientrerebbero in gioco, e forse di più, in caso di Grexit. «Il rischio-Italia è sceso rispetto a due-tre anni fa», commenta Paolo Guerrieri, economista della Sapienza. «Ma che si torni a 300-350 è possibile perché la Grexit rilancerebbe i Bund verso rendimenti zero. Per i Btp si parla del 2,5-3%».
Se si dovessero rivedere al rialzo i tassi sull’intero debito, analizza Angelo Baglioni, economista della Cattolica e della voce. info, «si spenderebbero 20 miliardi, ma visto che il fabbisogno italiano è di 300 miliardi di nuove emissioni l’anno, il danno è più limitato: 100 punti base valgono 3 miliardi, così rispetto ai livelli attuali sono 4-5 miliardi da aggiungere al debito pubblico».
Il Tesoro ha due armi: ricorrere per le esigenze di cassa al conto corrente presso la Banca d’Italia istituito dopo il “divorzio” del 1991, che ammonta a 3,6 miliardi secondo il Bollettino di via Nazionale del 17 aprile, e sospendere alcune aste come già avvenne nella crisi del 2010. Per le future emissioni, si ridurrà la durata cercando di applicare questi tassi solo per sei mesi-un anno, sperando che in futuro la situazione si normalizzi. Fondamentale, insistono al Tesoro, è l’apporto del Qe, del fondo salvastati e degli Omt, gli acquisti dei bond a tappeto per calmierare i prezzi. Ma per accedervi occorre un memorandum con cessioni di sovranità. Almeno a questa conseguenza, il governo spera che non si arrivi.
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