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CON LA GUERRA IN MEDIORIENTE, GIORGIA MELONI FA SEMPRE PIÙ FATICA A FARE L’EQUILIBRISTA - COME CERTIFICATO DA "POLITICO" PER LA PREMIER, IL SUO LEGAME CON TRUMP STA DIVENTANDO UNA ZAVORRA CHE RISCHIA DI COLPIRE IL SUO GOVERNO SU MOLTI DOSSIER - STEFANO FOLLI: "IL GOVERNO MELONI VUOLE ESSERE L'ULTIMO A PRENDERE LE DISTANZE DA WASHINGTON, MA NON PUÒ E DI FATTO NON VUOLE SPEZZARE UN MINIMO DI SOLIDARIETÀ EUROPEA PER INSEGUIRE UN RAPPORTO PRIVILEGIATO CON TRUMP CHE AL DUNQUE SAREBBE STERILE..."
MELONI E LA ZAVORRA CASA BIANCA MOSSA PER USCIRE DALL’ANGOLO
Estratto dell'articolo di Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"
giorgia meloni cameriera di trump e putin - video vitosfrankai
Ci lavoravano gli sherpa. La telefonata di Emmanuel Macron a Giorgia Meloni, l'altro ieri, ha favorito il disgelo. Sono seguite triangolazioni dei leader su WhatsApp, poco dopo l'alba. Fino all'ultima mossa di Keir Starmer: «Parliamoci». Anche la premier rivendica un ruolo nella ricucitura.
Di certo si ritrova così, dopo mesi di esclusioni e di trumpismo ormai quasi insostenibile, al tavolo degli E3. È ossigeno nel momento di massima difficoltà. Ma è soprattutto un segnale obbligato di compattezza europea. Figlio, come sempre, dell'emergenza.
La notizia del vertice viene diffusa da Downing Street. Circostanza che subito Palazzo Chigi sottolinea, a supporto di questa tesi: per Meloni non è importante mostrarsi di nuovo al tavolo europeo che conta, ma lavorare sulla crisi. E però, la confusione degli ultimi giorni dimostra la necessità di cambiare paradigma per provare a uscire dall'angolo.
Una zavorra, quella trumpiana, che rischia di colpire il suo governo su molti dossier, alcuni assai lontani dalla geopolitica. Iniziano ad accorgersene anche fuori dai confini, tra l'altro: ieri la testata Politico, che aveva esaltato la presidente del Consiglio come leader forte dell'Europa, titolava:
«Gli attacchi di Trump all'Iran provocano il mal di testa a Meloni prima del referendum decisivo in Italia». [...] Nasce anche da questa consapevolezza — oltre che, ovviamente, dall'allarme per la potenziale crisi economica, energetica e migratoria — il tentativo dell'esecutivo di spostare Roma su una posizione meno trumpiana del passato.
Un indizio? La dichiarazione della premier postata ieri mattina sui social: «La priorità — dice la leader — è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti».
IL PAESE OSSERVATORE - GIORGIA MELONI E IL BOARD PER GAZA - VIGNETTA BY GIANNELLI
Ma non basta. «Come concordato con il Parlamento — ricorda Meloni — nei prossimi giorni sarò in Aula». Un approccio morbido, soprattutto se si pensa che poche ore prima aveva preferito Rtl 102.5 alle Camere. Ma anche un modo per restare nel solco delle altri capitali europee.
Con loro fissa alcune parole d'ordine: le basi agli americani solo per scopi logistici, l'invio di materiale militare prettamente difensivo ai paesi del Golfo. Sono messaggi alle opinioni pubbliche Ue, ostili alla guerra di Trump. Meloni sente anche il turco Recep Tayyp Erdogan per esprimere solidarietà dopo «l'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stato oggetto» il paese. [...]
UNA STRADA OBBLIGATA TRA EUROPEI E STATI UNITI
Estratto dell'articolo di Stefano Folli per "la Repubblica"
[...] Anche a destra la situazione è abbastanza confusa, come si è visto in Parlamento e non solo. Alla fine l'Italia ha condiviso, senza enfasi, le iniziative militari coordinate dei maggiori Paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito). Il governo Meloni vuole essere l'ultimo a prendere le distanze da Washington, ma non può e di fatto non vuole spezzare un minimo di solidarietà europea per inseguire un rapporto privilegiato con Trump che al dunque sarebbe sterile.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
Ne deriva che in una chiave puramente difensiva anche Roma cerca di fare la sua parte, nei limiti di una media potenza. Sul fondo, resta la sintonia con la Germania di Merz: la più attenta, con l'Italia, a salvaguardare il rapporto atlantico.
VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - EMMANUEL MACRON - FRIEDRICH MERZ
EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO
giorgia meloni aspetta friedrich merz foto lapresse
VERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSI
FRIEDRICH MERZ - KEIR STARMER - VOLODYMYR ZELENSKY - EMMANUEL MACRON
giorgia meloni friedrich merz foto lapresse
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