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Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha visitato lo "Yasukuni Shrine", il santuario della pace nazionale
Nessun capo di governo giapponese ha fatto visita al Santuario a Tokyo da quella del 15 agosto 2006 di Junichiro Koizumi, cioè il giorno dell'anniversario della resa del Giappone alla fine della Seconda Guerra mondiale.
Il santuario scintoista situato nel cuore della capitale onora le anime di 2,5 milioni di soldati morti per il Giappone. La sua "cattiva reputazione" deriva dal fatto che furono registrati nel 1978 anche i nomi di 14 criminali di guerra condannati nell'elenco dei caduti celebrati. E tra questi figura anche il nome del generale Hideki Tojo, primo ministro giapponese durante l'attacco a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941. Yasukuni è quindi particolarmente inviso alla Cina ma anche alla Corea del Sud che protestando ogni volta che i funzionari governativi, anche solo ministri, fanno delle visite al santuario.
La visita di Abe al tempio Yasukuni è «assolutamente inaccettabile», affermano le autorità cinesi. Anche le autorità sudcoreane, dopo quelle cinesi, condannano la visita. Un portavoce del governo sudcoreano ha espresso infatti «rammarico e rabbia» per la decisione del premier giapponese che viene definita «anacronistica». «Abe esacerba le tensioni» con i paesi limitrofi, è la posizione dell'ambasciata degli Stati Uniti a Tokyo. «Il Giappone è un alleato e un amico. Tuttavia gli Stati Uniti sono delusi dal fatto che il governo giapponese abbia preso questa iniziativa, che esacerbare le tensioni con i paesi limitrofi al Giappone».
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