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“I DIRIGENTI DELL’AVVOCATURA SI DIMETTANO” - LUCA PONIZ, EX PRESIDENTE DELL'ANM E ORA SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE A MILANO, ATTACCA DOPO LA VITTORIA DEL NO: “LE ASSOCIAZIONI DEGLI AVVOCATI SI SONO MOSTRATE PER ALMENO 25 ANNI FORTEMENTE COLLATERALI A POSIZIONI POLITICHE CHIARE, ED IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE CIÒ È EMERSO CON EVIDENZA IN UNA IRRESPONSABILE CAMPAGNA DI VIOLENTA DELEGITTIMAZIONE DELLA MAGISTRATURA” - "I DIRIGENTI DELLA AVVOCATURA ISTITUZIONALE, POI, NON HANNO ESITATO A TRASCINARE L'INTERO CETO FORENSE IN UNA CAMPAGNA FAZIOSA E NON DI RADO VIOLENTA..."

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(ANSA) - Dal voto, con la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia, esce "travolta un'intera classe dirigente dell'avvocatura, impegnata in una irresponsabile campagna di violenta delegittimazione della magistratura, in ciò spesso alleata con le posizioni più estreme e non di rado volgari".

 

Lo scrive sui social Luca Poniz, ex presidente dell'Anm e ora sostituto procuratore generale a Milano.    Ora "quale sia il destino dei dirigenti delle camere penali", aggiunge il magistrato milanese, "è un problema che riguarda loro", tenuto conto che "si tratta della ulteriore conferma di una scarsa rappresentatività", come la "già nota modesta rappresentatività numerica (4% della avvocatura)".

 

Per Poniz le associazioni degli avvocati "si sono mostrate per almeno 25 anni fortemente collaterali a posizioni politiche chiare, ed in questa campagna elettorale ciò è emerso con evidenza". I dirigenti della "avvocatura istituzionale", poi, "non hanno esitato a trascinare l'intero ceto forense" in una "campagna faziosa e non di rado violenta".    E ancora: "Se esistesse anche un minimo di sensibilità istituzionale, domani stesso - conclude Poniz - ci si attenderebbe dimissioni da parte di chi ha speso impropriamente ruoli di rappresentanza".

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