DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI…
I SERVIZI NON SONO SERVITI - TUTTE LE IMPASSE CHE BLOCCANO IL RICAMBIO AI VERTICI DELL'INTELLIGENCE, CHE VEDE CONTRAPPOSTI IL FRONTE SALVINIANO CON QUELLO DI CONTE/MATTARELLA - SUI TRE NOMI MESSI IN CAMPO DAL GOVERNO GIALLOVERDE, OVVERO CARTA, SAVIO E CARAVELLI, CI SONO DUBBI INCROCIATI CHE FINORA HANNO PARALIZZATO LA DECISIONE. MA CON IL FLOP DELLA CONFERENZA SULLA LIBIA…
DAGONEWS
Che succede nell'ingarbugliato dossier dei servizi? Ogni giorno pare quello buono per le sospirate nomine ai vertici dell'intelligence italiana. Il contrasto in questo caso vede fronteggiarsi Salvini da un lato e Conte e Mattarella dall'altro. I due temono che cambiare tutto alla vigilia della Conferenza sulla Libia non sia la strada giusta, visto che i nuovi capi potrebbero (legittimamente) dare un'altra linea alla strategia italiana nel paese nordafricano.
Ora, con il progressivo scivolamento della Conferenza da evento chiave a ''speriamo non sia un totale fallimento'', le cose potrebbero cambiare. Restano comunque differenze tra i due fronti. A partire dal Generale Luciano Carta al vertice del Dis, che agli occhi di Salvini sarebbe una nomina ascrivibile al Colle, e precisamente al consigliere di Mattarella Rolando Mosca Moschini, già consigliere militare di Napolitano. Per questa casella è spuntata anche l'ipotesi di un diplomatico – come già accaduto con Massolo – che sia gradito sia ai 5 Stelle che alla Lega.
Enrico Savio, già capo di gabinetto di Gianni De Gennaro e attuale vice del capo del DIS Alessandro Pansa, è vicino al capo dell'Aise in uscita Alberto Manenti. E dunque c'è chi, come il filo putiniano Salvini, pensa che il suo profilo non sia un cambiamento sufficiente. Dubbi rimangono anche sul nome di Caravelli all'Aise.
MOSCA MOSCHINI
GIOVANNI CARAVELLI
ALBERTO MANENTI
mattarella e giuseppe conte
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