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Robert Evans per “Cracked”
PARTNER SURROGATO MOLTISSIME DONNE NON HANNO ORGASMI
Per anni, chi soffriva di disordini sessuali, ha cercato l’aiuto di sessuologi e psichiatri, ma fra la teoria e la pratica c’è una bella differenza quindi ora la soluzione proposta è un’altra: il surrogato sessuale, un professionista che aiuta il paziente a risolvere i problemi di letto, andandoci a letto.
Una specie di pronto soccorso del sesso, legale in California dal 2003, regolato dalla “International Professional Surrogates Association” (IPSA) per evitare che diventi il pretesto per scopare a destra e a manca. Ne parliamo con Shai, surrogato sessuale, e la terapista Shemena, due professionisti che si coordinano sul paziente, come un oncologo e un medico generico.
Insieme leggono la diagnosi e fanno visita al paziente, per settimane, mesi. Nel 99% dei casi il rapporto sessuale penetrativo non è il punto di partenza ma quello di arrivo. Il paziente medio ha bisogno di una quarantina di ore, 20 sedute in tutto.
LE DISFUNZIONI SESSUALI SPARISCONO CON IL PARTNER SURROGATO
Dice Shai: «Ci sono pazienti che si spogliano e vogliono fare sesso alla terza seduta, ma non sono pronte. Parlare e tenerci la mano lo vivono come una debolezza, e vogliono fare sesso per riguadagnare il controllo. Spesso sono persone con storie di stupro, o brutalmente violate, non sanno che possono dire “no” e “non mi piace”».
I surrogati fanno seminari e studiano molto, frequentano per un anno la IPSA, dove imparano pratiche cliniche, poi cominciano a lavorare sotto la supervisione di terapisti. Spiega Shai: «Non è una cosa alla “Eyes Wide Shut”.
I pazienti vanno dallo psicologo una volta a settimana e io non ci sono. Poi conversiamo per mezz’ora e tocca alla seduta con i tirocinanti, per due ore. In seguito parliamo dell’esperienza e io do i compiti da fare a casa. I pazienti maschi arrivano da noi perché sentono di aver perso una grande componente della loro identità, le donne invece sono più riluttanti.
Quelle che non hanno mai avuto un orgasmo, raramente cercano aiuto. Se lo cercano qui, le possibilità di successo sono altissime. I pazienti che si rivolgono a partner surrogati riescono ad avere successo nel rapporto pene-vagina il 100% delle volte. Quando riesci ad essere franco sui desideri, le disfunzioni scompaiono presto. Non esiste la pressione di resistere o di fare una bella performance. Tutto si discute, passo passo, ci si aggiorna su ogni mossa, in freddo linguaggio clinico, eppure l’atmosfera non si rovina».
Ma le donne non si innamorano dello sconosciuto che le ha risvegliate sessualmente? Fra paziente e surrogato si crea un rapporto forte ma sarebbe poco etico trasformarlo in una relazione sentimentale.
Chiudere il rapporto è la parte più delicata, perciò interviene lo psicologo che gradualmente spiega al paziente che sarebbe meglio trovare un compagno non pagato. Ma se per “disfunzione sessuale” si intende non aver mai fatto sesso con qualcuno, queste pratiche non equivalgono alla prostituzione? La linea che divide surrogato e prostituzione è il terapista e l’intento curativo.
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